domenica 30 gennaio 2011

Pane e farina..

Da parecchio tempo ho iniziato a fare il pane e la pizza in casa (di solito faccio l'impasto con la macchina del pane e lo cuocio in forno), un po' perché è complicato trovare un pane in giro che mi soddisfi, un po' perché sono un po' allergica al frumento e così lo faccio con altre farine (di solito farro).
Solo da poco ho cominciato ad utilizzare la pasta madre, per il momento me la cavicchio, ma siamo ancora in rodaggio..
Intanto ho scoperto che la farina a 15 giorni dalla macinatura ha già perso gran parte dei nutrienti, per cui quelle che compriamo abitualmente sono praticamente morte, e da qui -complice l'esperienza di mammafelice - è nata l'intenzione di comprare un mulino domestico per la macinatura dei chicchi (che tra l'altro consente anche di variare molto la tipologia di farina, da quella di riso a quella di legumi). Babbo Natale (ovvero mio marito) ha valutato sufficiente la mia bontà nell'anno passato e così.. sotto l'albero ho trovato il mio meraviglioso mulino!! ..E non vi dico che meraviglia fare il pane con la farina ancora calda di macinatura!!!


Ora sto cercando qualche produttore di cereali bio nei dintorni, purtroppo per ora senza grossi risultati, per trovare un fornitore a km0 quasi ;)

mercoledì 26 gennaio 2011

la prima giacca

Ebbene sì, il tartarugo ha bisogno di una giacca, che nel bozzolo dell'ovetto non ci sta più, e poi è utile per stare in fascia.
Ma in recente ottica di autoproduzione... l'ho fatta io (anche il modello, s'intende), utilizzando la stoffa di un mio vecchio k-way, del pile, un po' di imbottitura e qualche avanzo.
.... ed eccola!!

sabato 22 gennaio 2011

5 mesi

Oggi è il tuo quinto compimese tartarugo mio e il tempo mi sembra volato così in fretta!! Mi sembra ieri che eri nato e mi sembrava così lontano il tempo in cui avresti avuto questa età.. e d'altro canto mi sembra una vita fa, che mi pare quasi tu sia con noi da sempre..
Ora ti rotoli sul pavimento e ti arrabbi in continuazione perché vorresti gattonare ma il tuo corpo non ti ubbidisce ancora come vorresti, allora cerco di spiegarti che ci va un po' di tempo e provare e riprovare, che le cose alla fine si riesce a farle e quindi si può tentarle con serenità. Ma se da una parte fatico un po' a vederti così frustrato da ciò che non riesci a fare, dall'altra mi perdo ad ammirarti nei tuoi tentativi e sono orgogliosa della tua tenace volontà.
A volte ho paura di non essere abbastanza attenta, a volte di esserlo troppo; a volte di darti troppi stimoli, a volte di dartene pochi.. ma nonostante i miei alambiccamenti mentali, io so che crescerai benissimo, nonostante tutti i miei errori, perché ormai ti conosco e sono certa che sarà così.
E tra mille pensieri, mi rendo conto che mi hai fatto un dono grandissimo in questi mesi: la capacità di vivere il presente, di gustarlo appieno (o quasi! :P ) in ogni momento, perché la tua crescita così veloce mi incalza e non voglio perdermi nemmeno un attimo.
Grazie mio piccolo maestro di vita.. e auguri tesoro mio!!!




giovedì 20 gennaio 2011

lo shampoo

Questo è un tasto un po' dolente: shampoo buoni senza schifezze ce ne sono assai pochi in giro, alla fine ne ho trovato uno che è delicato e super-eco-bio. Ma. Da una parte con i capelli lunghi ne devo usare kilate (soprattutto ora che per motivi tartarugheschi non riesco a lavarmi i capelli tanto spesso), da una parte tutti 'sti flaconi da buttare, dall'altra la febbre dell'autoproduzione che si manifesta sempre più forte...

Allora condivido tutti i miei esperimenti:

- Esperimento 1, ovvero il bicarbonato:
provo a fare la pappetta, la spargo sui capelli e sciacquo.. sembra funzionare.. in realtà all'asciugatuta scopro che non ha lavato molto bene e tra l'altro mi prude anche un po' la testa, poi scopro che il cuoio capelluto è acido (il bicarbonato basico) e quindi no, non va bene

- Esperimento 2, ovvero il sapone di marsiglia:
se va bene per la lana andrà bene anche per i capelli, no? No. Stesso problema di ph del bicarbonato e capelli secchissimi. Cestinato

- Esperimento 3, ovvero la farina di ceci:
anche qui pappetta, lavaggio, risciacquo, asciugatura... wow: capelli finalmente puliti e morbidi!! Ma.. c'è un ma, ovvero la puzza. Pensavo tutt'al più di sapere di farinata, invece no, un odoraccio tremendo (nonostante risciacqui all'aceto e olii essenziali) che ho impiegato tre settimane a scrollarmi di dosso. Magari a qualcuno non da' fastidio ma a me sì, per cui non se n'è fa niente. Peccato però.

- Esperimento 4, ovvero l'argilla:
in realtà avrei voluto provare il ghassoul, sullo scaffale mi si è palesato questo prospetto: ghaoussul confezione da 500 gr per euri 16, 50, argilla un kg per euri 3. Ovviamente argilla!!
Ho fatto la solita pappetta, ma il risultato non è stato soddisfacente: capelli molto secchi e un po' polverosi. Cassata.

-Esperimento 5, ovvero la farina di grano saraceno:
ho fatto tutto l'iter pappettesco e il risultato mi ha soddisfatta: capelli morbidi, puliti e senza odori molesti, così ho deciso che questo sarà il mio shampoo (mi riservo di dare smentite in futuro dopo un tot di lavaggi se poi vedessi che non funziona alla lunga)


E quindi ecco fatta la ricetta per il mio shampoo alla curcuma
Occorrente:

- un barattolino vuoto (tipo quelli delle creme)
- farina di grano saraceno il più fine possibile (col mulino è venuta molto meglio che col tritacaffé)
- curcuma (ha proprietà sebo equilibratrici e antiforfora)
- o. e. di arancio dolce
- un paio di chiodi di garofano (proprietà antibatteriche)

Mettere nel barattolino la farina, un cucchiaino di curcuma, 4-5 gocce di o.e. e mescolare bene; aggiungere i chiodi di garofano.

Utilizzo: prelevare una quantità di preparato a seconda della lunghezza del capello (1-2 cucchiai), mettere in una ciotola con un po' d'acqua e mescolare bene. Bagnare i capelli, distribuire la pappetta sulla capigliatura e massaggiare. Lasciare in posa qualche minuto e poi risciacquare (meglio se con un po' di aceto, balsamo naturale). Eventuali residui vengono via con l'asciugatura.


domenica 16 gennaio 2011

in ottica eco-sostenibile

Mi sono resa conto che di tutto il lavoro di decrescita e sostenibilità che stiamo facendo in casa ho scritto poco-niente, per cui vedo di iniziare a rimediare..
La fine del nuovo anno è stata caratterizzata da un acuirsi di riflessioni in tema, portate un po' dal discorso "cruelty-free" a cui cerco di attenermi da diversi anni, un po' dall'avvento del tartarugo che costringe ad ulteriori e più approfondite indagini (portando alla luce ogni magagna e contraddizione), un po' dall'esigenza sempre più forte di vivere più liberamente, seguendo i propri ritmi, lentamente, godendosi la vita, senza finire a vivere per lavorare, lasciandoci liberi di vivere realmente solo nelle 4-5 settimane all'anno che ci sono di ferie.
Nello specifico di questo aspetto, la questione è nata con maggiore prepotenza, come detto, da quando il tarta è arrivato: il chiedermi che senso avesse partorire un figlio per poi farlo crescere da altri (educatori o nonni che siano) mi ha fatto riflettere sulla vita delle famiglie qui ed ora, e mi sono trovata a non condividere per niente la maggior parte delle pratiche familiari, soprattutto in presenza di bimbini così piccoli. Trovo innaturale che una donna possa trovarsi costretta a tornare al lavoro al terzo mese di vita "fuori" del bimbo, che non possa scegliere autonomamente quando e se rientrare al lavoro, che i genitori più stiano da mattina a sera al lavoro e vedano i propri figli nei migliori dei casi la sera o nei week-end. Tutto questo si somma al fatto che i nonni secondo me devono fare i nonni e non i baby-sitter, che non conoscendo baby sitter di persona non mi fido a lasciare mio figlio con un/una sconosciuto/a, che trasferendoci non conosco i nidi locali (e di comunali non ce ne sono) per cui parimenti non mi fido. E poi: ma che senso ha che io vada a lavorare per pagare qualcuno che guardi mio figlio? Non faccio prima - e meglio - a guardarmelo da me?
Di rimando ovviamente si pone la questione economica: si può vivere oggi con un solo stipendio? O con mezzo stipendio? O senza stipendio? Quanto del denaro che "guadagnamo" (perché se lavoriamo da dipendenti il nostro lavoro serve per arricchire economicamente qualcun altro che non siamo noi, spesso) in realtà è necessario? E quanto ha ancora senso oggi come oggi per noi "gggiovani" lavorare ancora per una pensione che presumibilmente non avremo?
E a questo punto parte la riflessione sul bisogno indotto e sulle capacità perdute.. perché se io riesco a discriminare bene quali siano veramente le cose necessarie e parallelamente giungo ad autoprodurre il più possibile arricchisco me stessa culturalmente, mi riapproprio della mia capacità di scelta perché esco dal sistema, vivo una vita più sana e maggiormente sostenibile per il pianeta e ho meno bisogno di denaro.
Fino a poco tempo fa non riuscivo però a trovare concretezza in questi pensieri, non trovavo cioè un modo per cambiare modus vivendi concretamente. Poi mi ha aiutata molto leggere il libro di Erbaviola "Scappo dalla città" ed ho capito che facevo l'errore che fanno in molti, ovvero partire dalla fine. Sembra banale ma è così. Uno si immagina: mi licenzio, vado a stare in casolare in Toscana e mi produco tutto, ma così è abbastanza una cosa improponibile per i più, diciamocelo, soprattutto se hai figli e non hai soldi da parte. La verità è che bisogna partire da un'altra parte, dal ridurre: sprechi, bisogni indotti, sofisticazioni. Sembra molto più complicato di come sia in realtà, infatti quando si inizia ad autoprodurre tutto viene un po' da sé: quello che si pensava pesante ed impegnativo si scopre essere divertente, interessante, educativo (verso sé stessi e per i propri figli) e gratificante, inoltre si è più critici verso gli acquisti (sia rispetto alla qualità che alla quantità). E si inizia a scoprire che probabilmente è questo il lavoro che "nobilita l'uomo", non il lavorare in fabbrica o in ufficio 40 ore alla settimana. Ma ciò che è più importante, si è più liberi, ma liberi per davvero, perché si è liberi nella testa.

lunedì 3 gennaio 2011

2011

.. che non è per dire, ma quest'anno compirò gli anni l'11/11/11, non so se mi spiego!!!

Innanzitutto oggi è il compleanno del mio adorato maritozzo, che amo infinitamente e che mi sopporta in gran santità... tanti auguri amore mio!!! Colgo l'occasione per ringraziare sentitamente i miei suoceri per aver messo al mondo 34 anni fa una cotale opera d'arte che di più rasenti la perfezione non e n'è e che ho avuto poi la fortuna e il privilegio di conoscere, amare, sposare e avere come co-genitore :)))

Ritornando al nuovo anno, non sono solita fare propositi a capodanno, ma per questa volta faccio un'eccezione, perché ho trovato i miei due: accettare il fatto che nella vita del tartarugo ci sono altre persone oltre a noi due (indipendentemente da come esse ci si rapportino) e parlare di più. Sono entrambe due imprese molto ardue per me..
Per quanto riguarda il primo, il problema è che pretenderei che chiunque si rapporti col pupo lo faccia in maniera rispettosa e in punta di piedi, ma così spesso non avviene: anche i parenti più prossimi hanno un modo di rapportarsi a lui a volte discutibile e questo mi fa diventare iper-protettiva, talvolta anche quando non è necessario. Per cui il mio proposito è quello di cercare di accettarli così e di mediare un po' con me stessa, fiduciosa del fatto che se il tartarugo sta male me lo fa capire.
E di rimando si passa al secondo super-proposito: io ho un carattere molto emotivo ed impulsivo, grazie a cui in passato mi sono giocata diversi rapporti, per cui ho imparato a tacere e a trattenermi per il timore di far scoppiare incomprensioni e scissioni. Ma questo non mi fa bene e soprattutto non fa bene al tarta ed al santo marito che si sciroppano poi tutto il malessere tenuto a freno. E quindi tenterò di parlare di più e di temere meno il conflitto, di essere insomma molto più me stessa sempre, anche se sono una rompiballe :)))
Ecco, questa è la mia incommensurabile scalata: non dico che ci riuscirò, ma quantomeno ci proverò.
Oltre a tutto ciò quest'anno vorrei che fosse all'insegna della lentezza, dell'autoproduzione e della sostenibilità, dei nuovi progetti e delle nuove porte che si aprono... insomma, in barba a Fox che ha scritto per il mio segno un oroscopo urendo, sarà un anno meravigliosissimo!!!

Buon anno e buon cammino a tutt*!!!