Quanto ho atteso con estrema impazienza che venissi alla luce, piccola mia, e quel tempo non passava mai!
Anche tu probabilmente avresti voluto nascere prima, ma il tuo cordone ti teneva stretta stretta in un doppio giro al collo e a tracolla.. Ma insieme e con il prezioso sostegno di papà siamo riuscite a realizzare la nostra nascita indisturbata, tra le mura della nostra casa.
L'8 novembre, alle h 6,55, dopo una notte di lavoro in sinergia, sei venuta alla luce nella nostra cucina, sotto lo sguardo amorevole di papà e con la calda assistenza delle nostre preziose ostetriche. Il tuo fratellone ha capito subito che eri nata e ha chiesto alla nonna di salire a vedere. Il tempo di girarmi a prenderti ed eri già bella rosea, che respiravi delicatamente. Nessun pianto ha segnato il tuo ingresso nel mondo, solo gioia e delicatezza.
Abbiamo aspettato che nascesse la placenta, che hai lasciato dopo solo due giorni e mezzo e che papà e tartarugo hanno interrato stamattina (quale modo migliore per festeggiare il mio compleanno??), nel posto in giardino in cui la nonna pianterà il tuo albero di melograno.
Benvenuta amore mio: ti adoriamo tutti e ci inebriamo di te!
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domenica 11 novembre 2012
domenica 3 giugno 2012
diciotto settimane e ostetriche bellerrime
Finalmente sto meglio, anzi, direi che -a parte un po' di stanchezza- sto proprio bene!
L'incontro con le ostetriche del parto a domicilio mi ha come fatta fiorire: mi trovo più rilassata, molto più serena, fiduciosa in me, nel mio corpo e nella mia stellina nella pancia.
Ero titubante su questo percorso, infatti ci ho messo molto a chiamare per il primo colloquio informativo, quindi mi sono affidata un po' al mondo (o Provvidenza che dir si voglia, insomma: quella roba lì), anche perché io rischiavo di essere troppo lontana per essere seguita. Invece mi hanno accettata e sono pure la sola del periodo presa in carico (in altri mesi c'è il pienone). Le abbiamo incontrate -io con l'esserino, il maritozzo e il tarta- ci siamo confrontati, e sia io che mio marito siamo usciti da questo colloquio con la sensazione che loro fossero quelle giuste. Qualche giorno dopo ho telefonato per confermare la mia adesione al percorso.
Non mi importa tanto se partorirò a casa o se dovrò trasferirmi in ospedale, ma quello che vorrei veramente è partorire con loro: sento che mi posso fidare, che loro sono le persone giuste per starmi a fianco in questo cammino.
Intanto ho fatto la prima visita.. altro che visita ginecologica: sono uscita rilassata come se avessi fatto tre ore di yoga! Sono felice di poter intraprendere questo percorso, di avere la possibilità di evitare quanto di irrispettoso è capitato a me e al tarta nel precedente parto, e sono contenta di poter dedicare quest'attenzione un po' speciale a questo tenace e meraviglioso esserino che sta crescendo dentro di me.
Sono aperta, sto valutando cose che non avrei mai pensato neanche lontanamente di prendere in considerazione (come il lotus birth o l'assistenza del tarta al parto): tutto ciò è estremamente rigenerante e mi porta finalmente sulla strada emotiva giusta.
Con tutto ciò convivono ancora momenti duri col tarta: purtroppo il seno non migliora e l'attacco è sempre più doloroso, e non sempre il tarta riesce ad accettare il fatto che in certi momenti io non riesca a dargli il latte. Frose non sono stata chiara nello spiegarmi con lui, lui sa che ho male, ma fatica a capire che a volte non ce la faccio. Vorrei trovare una maniera di porgli la questione in modo che sia facile da comprendere (temo che abbia un po' di confusione in testa al riguardo), ma sono francamente in alto mare, anche perché la cosa mi smuove ovviamente molto a livello emotivo, con grossi sensi di colpa. Se poi aggiungiamo che continua ad avere questi risvegli notturni terribili, in cui urla, strepita, piange ed è angoscia pura.. beh a volte mi sento veramente una becera madre. Comunque, intanto ora stiamo valutando una visita osteopatica, perché ho il serio dubbio che si stia portando appresso qualche noia dalla nascita..
L'incontro con le ostetriche del parto a domicilio mi ha come fatta fiorire: mi trovo più rilassata, molto più serena, fiduciosa in me, nel mio corpo e nella mia stellina nella pancia.
Ero titubante su questo percorso, infatti ci ho messo molto a chiamare per il primo colloquio informativo, quindi mi sono affidata un po' al mondo (o Provvidenza che dir si voglia, insomma: quella roba lì), anche perché io rischiavo di essere troppo lontana per essere seguita. Invece mi hanno accettata e sono pure la sola del periodo presa in carico (in altri mesi c'è il pienone). Le abbiamo incontrate -io con l'esserino, il maritozzo e il tarta- ci siamo confrontati, e sia io che mio marito siamo usciti da questo colloquio con la sensazione che loro fossero quelle giuste. Qualche giorno dopo ho telefonato per confermare la mia adesione al percorso.
Non mi importa tanto se partorirò a casa o se dovrò trasferirmi in ospedale, ma quello che vorrei veramente è partorire con loro: sento che mi posso fidare, che loro sono le persone giuste per starmi a fianco in questo cammino.
Intanto ho fatto la prima visita.. altro che visita ginecologica: sono uscita rilassata come se avessi fatto tre ore di yoga! Sono felice di poter intraprendere questo percorso, di avere la possibilità di evitare quanto di irrispettoso è capitato a me e al tarta nel precedente parto, e sono contenta di poter dedicare quest'attenzione un po' speciale a questo tenace e meraviglioso esserino che sta crescendo dentro di me.
Sono aperta, sto valutando cose che non avrei mai pensato neanche lontanamente di prendere in considerazione (come il lotus birth o l'assistenza del tarta al parto): tutto ciò è estremamente rigenerante e mi porta finalmente sulla strada emotiva giusta.
Con tutto ciò convivono ancora momenti duri col tarta: purtroppo il seno non migliora e l'attacco è sempre più doloroso, e non sempre il tarta riesce ad accettare il fatto che in certi momenti io non riesca a dargli il latte. Frose non sono stata chiara nello spiegarmi con lui, lui sa che ho male, ma fatica a capire che a volte non ce la faccio. Vorrei trovare una maniera di porgli la questione in modo che sia facile da comprendere (temo che abbia un po' di confusione in testa al riguardo), ma sono francamente in alto mare, anche perché la cosa mi smuove ovviamente molto a livello emotivo, con grossi sensi di colpa. Se poi aggiungiamo che continua ad avere questi risvegli notturni terribili, in cui urla, strepita, piange ed è angoscia pura.. beh a volte mi sento veramente una becera madre. Comunque, intanto ora stiamo valutando una visita osteopatica, perché ho il serio dubbio che si stia portando appresso qualche noia dalla nascita..
venerdì 16 settembre 2011
Bimbi in arrivo: cosa serve per il nuovo esserino - nanna e viaggi
Ecco l'ultima parte del mio vadamecum per la nascita, riguardante l'occorente per la nanna e le uscite
Se si decide di praticare il cosleeping in teoria non serve nulla, però -almeno per i riposini pomeridiani- secondo me una culla (o una carrozzina) può essere utile; altrimenti si può usare già il lettino con riduttore (il lettino è enorme per un neonato, che invece ha bisogno di contenimento fisico e di spazi piccoli e accoglienti, che richiamino un po' la pancia della mamma.. per ridurre lo spazio si può anche usare un bel cuscino lungo da allattamento). Noi ci siamo fatti fare da mio papà un lettino montessoriano (non ci posso pensare a mettere mio figlio in gabbia), però secondo me una soluzione carina è il side-bed, ovvero il lettino piccolino (o culla) attaccato al lettone: si può ottenerne uno a poco prezzo anche con un lettino dell'ikea privato di una sponda e fissato al lettone.
Per quanto riguarda le lenzuola, secondo me un paio di lenzuolini e qualche copertina possono essere utili, ma in generale è meglio usare i sacchi nanna. Attenzione al fatto che i neonati non dovrebbero dormire col cuscino (non capisco perché continuino a venderlo..).
Ed ora l'annosa questione: il trio. Noi l'abbiamo preso (ahem, ce lo ha regalato la nonna-bis): la carrozzina l'abbiamo usata molto i primi 3 -4 mesi (è vero, solo tre-quattro, ma moooolto intensi), l'ovetto l'abbiamo utilizzato come seggiolino auto fino ai 9 mesi, il passeggino per ora l'hanno usato qualche volta mio marito e mia madre (io ci ho avuto a che fare una volta per andare dal dentista).. E' comunque utile anche se si porta, anche se bisogna vedere quanto possa valerne la spesa (magari si può valutare un usato..).
Fondamentale e indispensabile è la fascia lunga. Assolutamente. Sempre. Io ne ho perfino due.. poi ci si può sbizzarrire con fasce corte, mei tai, quel si vuole a seconda dell'uso, ma almeno una lunga è fondamentale: non solo per uscire (quello è il meno), ma per cullare, per i pianti inconsolabili, le coliche, i mal di denti, le febbri, la voglia di mamma, fare le commissioni, i mezzi pubblici.. la fascia risolve (quasi) tutto, non c'è storia.
Ecco.. se dovessi dire una sola cosa necessaria per l'arrivo di un/una bimb* è senz'altro la fascia: fa veramente la differenza e la serenità di genitori e figli!
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mercoledì 14 settembre 2011
Bimbi in arrivo: cosa serve per il nuovo esserino - vestiario e igiene
Ecco la seconda parte del mio vademecum per la nascita: vestiario e igiene
Cosa serve
Cosa evitare
Cosa serve
- body e tutine che si aprono davanti (meglio se in cotone bio o col marchio fiducia nel tessile-oeko tested)di spessore commisurato alla temperatura stagionale; sconsiglio i body a manica lunga da mettere sotto le tutine: le maniche lunghe sono complicate da tirare fuori sotto le altre maniche e non servono un granché. Occhio che -primi giorni a parte- i bimbi patiscono più il caldo del freddo.
- uno/due paia di calzini e un berrettino di cotone per i primissimi giorni
- pannolini lavabili, due wet bag grandi per lo stoccaggio in casa e due piccole per fuori (io li ho usati appena tornati a casa -in ospedale mi sono portata i biodegradabili- ma ora li porterei già in ospedale) e una trentina di salviette lavabili.. a meno di non voler fare E/C integrale da subito ;)
- una pomata allo zinco ma BUONA (senza parabeni, senza petrolati, senza cessori di formaldeide.. occhio, leggere SEMPRE le etichette) e da usare solo all'occorrenza, non quotidianamente
- una bacinellina per il bagnetto: a noi avevano prestato una vaschetta per il bagnetto ma l'abbiamo resa dopo poco perché era molto ingombrante, bisognava usare un sacco di acqua e il bimbo era troppo vincolato nei movimenti: molto meglio una bella bacinella!
- amido per il bagnetto
- olio evo biologico per aiutare a togliere le cacche iper ostinate
- per il cordone servono garze sterili, benda ombelicale, soluzione fisiologica e cotton fioc (interamente di cotone)
Cosa evitare
- salviettine imbevute, shampoo e bagnoschiuma: bastano acqua, all'occorenza un po' di amido o un po' di olio evo bio. Stop. Meno si usa, meno dermatiti arrivano
- biberon: non solo non c'è necessità di averli ma è molto meglio evitarli per non compromettere la suzione al seno; per dare liquidi usare cucchiaino, tazzina o dito (ma fino ai 6 mesi bisogna evitare di dare qualsiasi cosa che non sia latte di mamma)
- ciuccio: da evitare almeno per il primo mese, ma sarebbe meglio farne completamente a meno, visto che può compromettere seriamente la suzione al seno
- tessuti rigidi, braccialetti, collanine e quant'altro addosso al/alla bimb*: il contatto con l'aria, il freddo, i tessuti che per quanto morbidi sono sempre duri e il resto possono bastare.. cerchiamo di rendere il passaggio dal pancione al mondo il più dolce possibile
lunedì 12 settembre 2011
Bimbi in arrivo: cosa serve per il parto
Prima che il tarta nascesse ho passato giorni ad analizzare i vari vademecum relativi alla nascita.. ad oggi ecco cosa penso rispetto a ciò che è indispensabile/utile/dannoso per l'arrivo di un* pupin*
n.b. ho diviso il post in più parti perché troooooppo lungo: questa è la parte riguardante il parto
Cosa serve
- due mutande di rete: sono comodissime, vanno bene anche selle mutandone di cotone ma devono essere grosse perché gli assorbenti sono veramente maxi; ne bastano un paio, tanto gli assorbenti sono talmente grandi subito che servono solo per tenerli in posizione
- un pacco di assorbenti usa e getta in cotone (mi raccomando! che beccarsi la candida dopo il parto non è una meraviglia) post-parto
- camicia da notte, pigiama.. quel che si vuole: dipende da come si è abituate, bisogna tener conto della stagione e del fatto che ci si dovrà scoprire il seno per allattare.. secondo me i bottoni non sono necessari (anzi, sono spesso noiosi e lunghi da aprire e chiudere): io trovo più comodo qualcosa di un po' scollato da tirare giù
- coppette assorbilatte in tessuto (ma vanno benissimo dei fazzoletti in stoffa) e/o conchiglie raccogli latte in silicone e plastica (molto utili soprattutto all'inizio perché fanno asciugare bene il seno, anche se sono un po' ingombranti); evitare accuratamente le usa e getta: sono piene di prodotti e residui chimici e non fanno traspirare (oltre al fatto che non sono propriamente eco-friendly)
- assorbenti lavabili in micropile (a me ne sono bastati una dozzina): sono una manna dal cielo per chi ha dei punti perchè sono traspiranti, morbidissimi e lasciano la zona molto asciutta.. non ho fatto i conti ma credo che non ci sia tutta questa differenza economica nel prendere invece pacchi e pacchi di usa e getta per tutta la durata delle lochiazioni (in media 40 giorni), in più rimangono per dopo
- un paio di asciugamanini per il bidet
- olio essenziale di tea tree per il bidet quando si è a casa: due gocce in un catino d'acqua e si tengono lontane infezioni e micosi
- un sapone naturale per lavarsi
- reggiseni da allattamento (ne basta uno per quando si esce): io mi sono trovata molto bene con quelli in microfibra della Medela.. oltre a non darmi allergia, hanno le coppe veramente molto estensibili (coprono circa 6 taglie di coppa a reggiseno, se ben ricordo), per cui ho potuto prendere la S (ho il torace molto piccolo e con le tettone non me ne andava bene uno) anche con una 5^ nel momento di maggior pienezza
Cosa evitare
- fascia post parto: è sconsigliata in caso di parto naturale perché interferisce con la naturale normalizzazione della muscolatura.. ovviamente per il cesareo il discorso è diverso
- qualsiasi cosa sul seno (creme, saponi, disinfettanti, cicatrizzanti..): se proprio necessario un po' di tocoferolo (vitamina E, commercializzato come olio VEA), ma meglio solo e solamente il proprio latte (o acqua per la detersione)
- trucchi, saponi aggressivi (intimi e non), creme profumate, profumi ecc... ne ho lette di cotte e di crude in proposito: ricordatevi che l'unica persona per cui dovete ben presentarvi è vostr* figli* (a cui non frega niente del vostro aspetto fisico, per la cronaca), per il quale è fondamentale sentire il vostro proprissimo e personalissimo odore, nonché l'odore del vostro latte; chevvelodicoaffare tutti quei cosmetici inoltre vi inquinano di sostanze orride che poi lui/lei si ciuccia (anche se non sono sul seno: la pelle assorbe tutto)
- tiralatte: l'unico tiralatte che serve è vostr* figli*, le macchine vanno usate solo in caso di vera necessità
domenica 25 aprile 2010
ventiduesima settimana
Questa settimana sono stata molto meglio ed ho potuto finalmente essere un po' più attiva (e meno male, che date le condizioni di salute precarie del maritozzo...): sono perfino riuscita a fare la spesa!

Ovviamente le dermatiti non mi lasciano scampo mai e sto pensando seriamente di propormi come oggetto di studio per il corso di laurea i dermatologia, vista la quantità e la varietà delle mie manifestazioni cutanee.. Dal dermatologo mi rifiuto di andare, perché tanto so che mi bombano di cortisone e dopo due settimane che ho finito la cura sono punto e a capo, per cui normalmente uso una crema omeopatica, ma al momento ho trovato maggiori ed incredibili benefici dalla pomata allo zinco (proprio quella per i sederini :D)! Ovviamente (chellodicoaffare) è rigorosamente Fitocose, ovvero senza petrolati, sostanze cancerogene varie ecc...
L'altra news riguarda la mia alimentazione: viste le suddette eruzioni cutanee (e viste le condizioni stomachesche del maritozzo) sto cercando di mangiare un po' più macrobiotico (e un po' più vegano), e ieri, grazie al libro che sto leggendo (di cui parlerò quando lo avrò terminato), mi sono posta l'annosa questione della B12. Ora, io sono vegetariana da quasi 14 anni, ma in effetti due anni fa mi è stata riscontrata un po' di carenza in materia, per cui ho preso per un po' un integratore e stop, poi non mi sono più posta il problema, non avendo una alimentazione vegana. Il problema che non mi ero posta era quello relativo alla quantità di questa vitamina da assumere quotidianamente, che , per un lacto-ovo-vegetariano, corrisponderebbe a 3 bicchieri di latte al giorno, o 4 uova. Sicuramente la mia alimentazione è molto lontana da questi standard, perché io non mangio così spesso prodotti animali (e non bevo latte dall'alba dei tempi), per cui ho deciso di dotarmi di integratore di B12 ed iniziare una regolare assunzione, visto che -oltretutto- la carenza di questa vitamina può portare conseguenze veramente estreme (dai danni neurologici permanenti, a coma e morte del bambino). Per chi fosse interessato/a al tema, consiglio di consultare il sito della Società di Nutrizione Vegetariana (www.scienzavegetariana.it/), che è molto esaustivo in merito.
E ora termino con un libro.. ho terminato di leggere "Parto e nascita senza violenza", di L. Braibanti

E' un libro rivolto più che altro a ginecologi/ghe e ostetrici/e, soprattutto all'inizio, è molto focalizzato sull'atteggiamento medico nei confronti delle donne e dei neonati, ma nei successivi capitoli è molto interessante anche per chi deve passare "dall'altra parte". Ne consiglio veramente la lettura perché a parer mio aiuta molto nell'acquisizione di maggiore consapevolezza in ciò che dovrebbe essere una buona accoglienza e un buon supporto ospedaliero, aiutando quindi ad essere più critici nei confronti della realtà che si incontra e ad esserne meno "in balìa".
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