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lunedì 9 gennaio 2012
di alimentazione infantile, di scelte..
Innanzitutto una precisazione a cui tengo molto: qualsiasi cosa diamo da mangiare ai nostri piccoli stiamo scegliendo per loro. Non scegliamo al loro posto solo se serviamo loro pasti vegetariani o vegani, ma scegliamo al posto loro anche se diamo loro carne, o qualsiasi altra cosa.
Detto ciò, credo che ogni genitore agisca (o dovrebbe agire) nelle proprie decisioni riguardanti l'alimentazione del proprio figlio in base a due princìpi: uno di salute e l'altro etico/educativo.
Mi spiego: l'alimentazione deve garantire il più possibile una buona salute sia nel momento contingente che per il futuro (e su questo secondo me si riflette un po' troppo poco, in generale vedo un po' di mancanza di lungimiranza), ma deve essere anche compatibile con i princìpi che regolano l'educazione e la morale della famiglia, anche se secondo me sarebbe molto importante che a tutti i bambini venisse data piena conoscenza dei risvolti legati al cibo (ovviamente in relazione all'età), di modo che possano scegliere liberamente seguendo la propria coscienza.
La nostra situazione è questa: io sono vegana (da un anno, vegetariana da 15 anni), mio marito è onnivoro. Siccome la visione etica sulle questione alimentari nella nostra coppia è difforme, a maggior ragione nostro figlio sarà libero di aderire ad una o all'altra filosofia, ma anche a nessuna.. qualsiasi decisione prenderà in merito sarà sempre e comunque rispettata, indipendentemente dall'età, a condizione che mantenga una dieta salutare. Al di là di questo, siccome nostro figlio è ancora piuttosto piccino per essere consapevole su cosa sia la carne (per me comunque è importante che qualora voglia provare a mangiarla sia conscio del fatto quello E' realmente un animale, che è stato ucciso perché gli umani se ne cibino*), abbiamo deciso di condurre un'alimentazione basata su ciò che può essere più salutare per lui: di comune accordo perciò abbiamo optato per una dieta vegetariana fino ai tre anni (ma è stato vegano fino all'anno, e ancor oggi che ha 16 mesi è tendenzialmente vegano), sempre poste la condizioni dell'assoluta qualità del cibo, in particolare quando si parla di prodotti animali (rigorosamente biologici), e dell'equilibrio dietetico (quindi proteine animali al massimo due volte a settimana).
*di fronte a questa affermazione c'è chi mi dice "ah, ma se la poni così, di certo la carne non la mangerà mai!": a costoro dico solo di riflettere sul fatto che non dico nient'altro che la cruda realtà e se la loro risposta è questa forse dovrebbero valutare un po' più approfonditamente le loro scelte culinarie..
giovedì 20 ottobre 2011
I biscotti perfetti
..Perfetti perché era tanto che cercavo di trovare una quadra con una ricetta per biscotti che fossero vegan e senza zuccheri.. e dopo tanto sperimentare, ecco la versione definitiva!
Per prima cosa mettere in ammollo l'uvetta (meglio che ci stia almeno una decina di minuti).
In una terrina mescolare farina, fiocchi d'avena, olio e farina di carrube.
Frullare l'uvetta in poca acqua e versarla nella terrina; mescolare.
Aggiungere il lievito e, dopo aver nuovamente rimestato, accorpare la frutta secca e i semini.
Ungere una grande teglia o una placca da forno con un po' d'olio, poi, aiutandosi con due cucchiai, porzionare il composto per ottenere i biscotti (occhio a non metterli troppo vicini che durante la cottura aumentano un pochino).
Infilare in forno a 180°C per una ventina di minuti, più o meno, insomma: fino a che non ne sentite il profumo spandersi per la casa.
Togliere dal forno e lasciar raffreddare.
Enjoy!
AVVERTENZA: chi non fosse avvezzo alla cucina naturale e senza zuccheri potrebbe trovarli poco dolci, in tal caso potete aumentare la dose di uvetta o aggiungere succo di mela o farina di riso ;)
- 100 gr di farina integrale o semi-integrale (io uso quella di farro, ma l'importante è che sia da agricoltura biologica, perché i pesticidi sono contenuti soprattutto nella parte esterna del chicco)
- 100 gr di fiocchi d'avena
- 50 gr di olio (io ho usato metà olio evo e metà olio di sesamo)
- mezzo bicchiere di uvetta
- 2 cucchiai di farina di carrube
- quanto vi pare di frutta secca e semini
- una bustina di lievito naturale
Per prima cosa mettere in ammollo l'uvetta (meglio che ci stia almeno una decina di minuti).
In una terrina mescolare farina, fiocchi d'avena, olio e farina di carrube.
Frullare l'uvetta in poca acqua e versarla nella terrina; mescolare.
Aggiungere il lievito e, dopo aver nuovamente rimestato, accorpare la frutta secca e i semini.
Ungere una grande teglia o una placca da forno con un po' d'olio, poi, aiutandosi con due cucchiai, porzionare il composto per ottenere i biscotti (occhio a non metterli troppo vicini che durante la cottura aumentano un pochino).
Infilare in forno a 180°C per una ventina di minuti, più o meno, insomma: fino a che non ne sentite il profumo spandersi per la casa.
Togliere dal forno e lasciar raffreddare.
Enjoy!
AVVERTENZA: chi non fosse avvezzo alla cucina naturale e senza zuccheri potrebbe trovarli poco dolci, in tal caso potete aumentare la dose di uvetta o aggiungere succo di mela o farina di riso ;)
martedì 7 giugno 2011
..di etica e alimentazione.. e della mia storia
Sono nata in una famiglia onnivora. La carne si è sempre mangiata quelle due-tre volte alla settimana, qualche volta il pesce. La classica dieta mediterranea.
A me la carne piace, di gusto intendo, soprattutto alcune cose. Il pesce non mi ha mai molto entusiasmata, ma -tant'è- questione di gusti.
E' iniziato tutto con un occhio di trota. Avrò avuto intorno ai 10 anni (anno più, anno meno, si perdoni la mia memoria poco precisa) e un giorno, per pranzo, mia madre cucinò una trota, cosa che -tra l'altro- avevo visto fare diverse volte (pulizia inclusa). Ora, il pesce stava nella padella e io vidi l'occhio diventare bianco e liquido. Terrificante. Ovviamente quel giorno ebbi grosse difficoltà a mangiare suddetto pesce.
Da quel momento qualcosa si mise in moto, pian pianino, e la mia mente iniziò lentamente a fare dei collegamenti concreti, ma tutto rimaneva in fondo al mio cervello, probabilmente per il timore di non riuscire a gestire il fatto che stavo mangiando degli animali, gli stessi a cui mi affezionavo, che amavo.
Passarono diversi anni e ad un certo punto iniziai a non mangiare più il coniglio: non ce la facevo proprio. A 16 anni ormai il lavorìo interiore iniziava a manifestarsi in maniera prorompente, portandomi quasi al vomito nel momento in cui mi cibavo di un animale.. mi fu permesso di diventare vegetariana (e non ringrazierò mai abbastanza i miei genitori di avermi rispettata in questo).
Questa scelta non fu presa in maniera pensata, ma aveva come unica base il fatto che "mi facesse senso"; certo, lì "sotto" c'erano ben altre concretezze, ma non ne ero ancora consapevole. Per 4 anni portai avanti la mia scelta, con la difficoltà di essere un'adolescente, per cui messa in difficoltà da me stessa (ovviamente la cosa mi faceva sentire ancor più "diversa" di quanto non mi ci sentissi già) e dagli adulti che incontravo (più di una mamma di mie amiche avrebbe tanto voluto mettermi la carne di nascosto nel cibo..).
Intorni ai 20 anni arrivò il periodo di crisi: questa scelta era faticosa da vivere nella socialità (devi sempre stare a dimostrare, spiegare, beccarti le più idiote battute e domande, sentirti di peso per gli altri che devono pensare che tu mangi "diverso") e per niente pensata (e probabilmente proprio per questo era così complicato). Decisi di darmi una pausa e di approfondire questa tematica. Per un periodo mi capitò di mangiare carne e pesce (quelle cose che richiamano molto poco la propria origine: prosciutto, bastoncini di pesce, tonno..), ma intanto lavorai su di me.
Mi capitò un esame di filosofia morale con un docente terribile e un programma sconnesso, ma -come sempre nella vita- fu proprio grazie a questo che trovai la chiave di volta, perché tra i libri da portare all'esame c'era "Ripensare la vita" di P.Singer. L'esame non lo passai e cambiai ordinamento per non doverlo più dare con quel docente, ma il libro.. quello mi cambio la testa, me la rivoltò come un calzino.
Fu allora che tutte le cose presero un senso e tutto divenne di una semplicità abbacinante: non avrei mangiato (ovvero ucciso o fatto uccidere) più nulla che avesse un sistema nervoso centrale. Anche perché non aveva senso non voler uccidere un feto umano, o un disabile grave, e poi uccidere un animale molto più sviluppato di lui.
Da allora fu semplice essere vegetariana perché sapevo bene cosa avrei fatto mangiando cadaveri, sentivo appieno la mia responsabilità in questo, e -come di fronte a tutte le cose grandi- tutto il resto erano e continuano ad essere sciocchezze.
Ad oggi non so e non mi spiego come sia possibile mangiare animali (pur avendo un marito che li mangia) e sinceramente non so cosa risponderò a mio figlio quando mi chiederà perché suo padre, i suoi nonni, gli zii e tutte le persone che gli stanno vicino e che sono figure positive mangiano animali. Davvero non lo so. Perché semplicemente per me è inconcepibile e non lo capisco. Rispetto le persone che mangiano animali, ma non le comprendo.
E poi la seconda svolta.
Sono incinta. La concretezza di essere diventata madre mi pone in maniera improrogabile il problema della coerenza. Perché le scarpe le ho di pelle (per me è già difficile trovare scarpe comode e che mi piacciano), perché mangio uova e latticini e lo so, lo so, lo so come sono gli allevamenti. E no, non è sostenibile, perché io devo fare il meglio che posso, devo essere il più coerente possibile, perché io sono l'esempio per mio figlio e a lui dovrò delle spiegazioni per le mie scelte. Anche qui un libro mi ha aiutata un po': "Se niente importa" di J. Safran Foer. E allora basta, si passa a vegan (e ho scoperto che tra l'altro è una dieta sanissima e io sto fisicamente -e moralmente- molto meglio).
Ho condiviso questa mia storia sperando che possa porre degli interrogativi, perché vogliamo essere liberi, ma non c'è libertà senza possibilità di scegliere e non c'è scelta se manca la consapevolezza. E perché possiamo anche essere inconsapevoli, ma rimaniamo sempre e comunque inderogabilmente responsabili.
mercoledì 18 maggio 2011
di alimentazione complementare
Il tartarugo continua ad essere allattato a richiesta, nel frattempo però abbiamo da un pezzo passato il momento dell'introduzione dei cibi diversi dal latte di mamma.
Abbiamo scelto fin da subito di optare per l'autosvezzamento perché ci è sempre sembrato il metodo migliore secondo alcune considerazioni:
- il fatto che si aspetti l'eruzione dei denti per dare qualche pezzo non ha senso, perché sono i molari a servire per la masticazione, e quelli arrivano sempre dopo l'introduzione dei pezzi da svezzamento tradizionale: i bimbi masticano con le gengive
- il pappone mi ha sempre fatto tristezza per essere quell'accozzaglia di sapori indefiniti, invece ci piaceva l'idea di fargli prendere confidenza col cibo in tutte le sue caratteristiche peculiari: forma, consistenza, gusto, odore...
- comodità di gestione e controllo diretto sulla qualità del cibo
- utilizzo di verdure di stagione (che senso ha proporre il brodo con la zucchina a gennaio?? quante schifezze avrà dentro quella zucchina??)
- evitare di impazzire a pesare tutto (che poi magari i bimbi un giorno hanno famissima e un altro non mangiano un tubo.. questa cosa delle quantità a me fa solo venire l'ansia)
Abbiamo posto però alcune limitazioni: alimentazione vegana (ad esclusione di un paio di volte in cui ha assaggiato l'uovo e la mozzarella nel periodo finestra 6-8 mesi), senza zuccheri raffinati (non ha mangiato nemmeno ancora un biscotto), rigorosamente biologica o biodinamica.
La scelta sul mantenere un'alimentazione latto(umano)-vegana è stata presa seguendo lo schema Proietti (consigliato per tutti i bimbi nei primi tre anni di crescita, al di là delle proprie scelte culinarie) da un lato e per questioni etiche dall'altro: vorrei che se vorrà mangiare cadaveri sia cosciente del fatto che sono animali uccisi, ora non potrebbe avere nessuna consapevolezza di questo; rispetto ai latticini invece è più forte la componente salutistica al momento.
Queste limitazioni portano ovviamente a complicare un poco la questione alimentare, perché tendenzialmente dobbiamo portarci dietro qualcosa di sano da fargli mangiare.
La condizione fondamentale per fare autosvezzamento è che in casa si mangi in maniera sana e bilanciata, altrimenti ovviamente i bimbi possono incorrere i carenze alimentari (e intossicazioni di eccipienti alimentari nocivi) anche gravi.
Abbiamo iniziato a dare degli assaggi al tarta molto presto (circa 5 mesi), perché lo desiderava. All'inizio (per più di un mese) è stata solo scoperta sensoriale, poi piano ha iniziato a mordere (senza denti, e ci riusciva benissimo!) e a masticare. Gli assaggi sono iniziati subito ad ogni pasto: ogni volta che noi mangiavamo lui aveva qualcosa sul tavolo.
L'allattamento a richiesta è stato ed è il cardine di tutto: il tarta è libero di mangiare cosa e quanto vuole, tanto nel caso compensa con il latte (veramente ansiolitico per me, soprattutto nei momenti di inappetenza dovuta a malesseri fisici).
Non nascondo che le prime volte che si staccava dei pezzi grossi ero un po' in panico, ma mi sforzavo di contenere la mia ansia e lui mi ha sempre insegnato che il cibo se lo gestiva benissimo da solo (al massimo faceva qualche colpo di tosse e lo sputava fuori, se aveva sbagliato misura).
Ora che il tarta non ha ancora nove mesi direi che mangia normalmente già da un bel pezzo, ed è talmente naturale che non mi sembra possibile che gli altri bimbi mangino diversamente!
Tendenzialmente i nostri pasti sono strutturati così:
- colazione: pane o gallette con crema di sesamo o di mandorle e un dito di tisana con la tazzina (nessun biberon è mai entrato in questa casa)
- pranzo e cena: due parti di cereali (a rotazione: cous cous, pasta, riso, miglio, amaranto..) e una di legumi + verdura di stagione (tendenzialmente pezzi abbastanza grandi in modo che possa facilmente prenderli in mano), olio evo, semi di sesamo e di lino tritati (per il calcio e gli omega3)
- merenda: come colazione + frutta a fettine
Questa è la routine, in cui si inseriscono a volte pizza (di farro fatta in casa, ovvio ^_^), tofu, gnocchi (di patate e lenticchie), falafel e quant'altro venga in mente, purchè bilanciato.
Rispetto al sale: noi ormai ne usiamo solo un po' nell'acqua della pasta (che facciamo in media una volta alla settimana) perciò il problema non si pone.
mercoledì 2 febbraio 2011
crema di nocciole
Io adoro le nocciole, ma le creme che trovo in giro non mi convincono mai (nemmeno quelle bio): troppi zuccheri, grassi non meglio identificati... e poi sono carissime!!
Quindi ovviamente sono passata al fai-da-me :)
Ho provato a farla seguendo le indicazioni di Tippitappi ma non mi era venuta un granché, perché il malto non si riusciva a mescolare, quindi ho fatto qualche modifica, ed ecco la mia semplicissima -ed economica- versione:
-1 tazza di nocciole
-1/3 tazza di malto
Tritare finemente le nocciole fino a farle diventare una pasta un po' oleosa (conviene fare delle pause col robot per evitare il surriscaldamento del motore); sciogliere in un pentolino a fuoco basso il malto in un poco d'acqua fino ad ottenere uno sciroppo. A questo punto mettere la pasta di nocciole in un barattolo (evitare quelli di plastica per il bisfenolo, va benissimo un barattolo in vetro riciclato), versarci lo sciroppo di malto, mescolare bene... fatto!!!
Ovviamente ci si può anche aggiungere del cioccolato fuso per renderla più golosa :)
Conservare in frigo :)
Conservare in frigo :)
Preferibilmente spalmare su pane fatto in casa.. buona colazione!!

mercoledì 16 giugno 2010
Crema di atzuki con crostini e fagottini alle zucchine, con mandorle e fichi secchi
Ieri sera mi è presa la vena creativa, per cui ho improvvisato questa cenetta per l'ammmore mio..
Crema di atzuki
Ho usato degli atzuki cotti in pentola a pressione (dopo almeno 12 ore di ammollo) con alga kombu, ho aggiunto un po' di alga nori e di misticanza di fiori e frullato il tutto, salandolo alla fine con un poco di sale integrale.
Per rendere il tutto un po' più stuzzicante ho tagliato a cubetti un paio di fette di pane di farro e le ho fatte saltare in padella con olio evo, timo e rosmarino freschi.
Fagottini alle zucchine con mandorle e fichi secchi
Per l'impasto ho usato la ricetta di Mimi che trovate qui usando però circa un quarto degli ingredienti (ho usato farina di farro "0"). Mentre la pasta riposava ho tagliato le zucchine a dadini e le ho fatte andare in padella con un po' di olio evo, di sale, una decina di mandorle e 3 fichi secchi tagliati a dadini. Poi ho steso la pasta, ricavandone dei triangoli (io ne ho fatti 6, ma ho lasciato la pasta abbastanza spessa), riempito con le zucchine, chiuso e infornato a 160°.
Come al solito non ho scritto le quantità perché faccio sempre abbastanza ad occhio ;)
Ed ecco qui il risultato finale.. peccato aver scoperto dopo che al maritozzo i fichi secchi non piacciono molto... :D
Crema di atzuki
Ho usato degli atzuki cotti in pentola a pressione (dopo almeno 12 ore di ammollo) con alga kombu, ho aggiunto un po' di alga nori e di misticanza di fiori e frullato il tutto, salandolo alla fine con un poco di sale integrale.
Per rendere il tutto un po' più stuzzicante ho tagliato a cubetti un paio di fette di pane di farro e le ho fatte saltare in padella con olio evo, timo e rosmarino freschi.
Fagottini alle zucchine con mandorle e fichi secchi
Per l'impasto ho usato la ricetta di Mimi che trovate qui usando però circa un quarto degli ingredienti (ho usato farina di farro "0"). Mentre la pasta riposava ho tagliato le zucchine a dadini e le ho fatte andare in padella con un po' di olio evo, di sale, una decina di mandorle e 3 fichi secchi tagliati a dadini. Poi ho steso la pasta, ricavandone dei triangoli (io ne ho fatti 6, ma ho lasciato la pasta abbastanza spessa), riempito con le zucchine, chiuso e infornato a 160°.
Come al solito non ho scritto le quantità perché faccio sempre abbastanza ad occhio ;)
Ed ecco qui il risultato finale.. peccato aver scoperto dopo che al maritozzo i fichi secchi non piacciono molto... :D
lunedì 3 maggio 2010
ventitreesima settimana
Finalmente anche il maritozzo comincia a stare un po' meglio.. però abbiamo saputo che lo opereranno dopo il parto e la cosa a livello di gestione familiare non sarà proprio semplice, anche perché sarà operato a più di 50 km da qui, e il bimbo in reparto non lo potrò portare.. ma sì, in qualche modo faremo, in qualche modo facciamo sempre! Quello che mi dispiace di più e che non potrò stargli accanto come avevo pensato, dovrò probabilmente fare in modo che qualcuno lo faccia al posto mio e la cosa per quanto mi riguarda è abbastanza dolorosa, ma tant'è: l'importante è che vada tutto bene e che facciano un bel lavoro :)
Io e il panzerotto ci rispondiamo sempre di più attraverso mani e calcetti: stamattina saremmo stati almeno mezz'ora a "dialogare".. continua così dovrò imparare il linguaggio morse!! :D
La mia pancia sta bene in questo periodo, è abbastanza serena e rilassata.. invece continua la guerra alle allergie, per cui ho finalmente deciso (dopo aver vinto una lingua a righe e pois anche un po' sanguinante per due giorni) di eliminare gli alimenti che danno cross-reattività con le mie allergie. Non l'ho mai fatto prima, perché a parte gli acari (che danno cross reattività con lumache e gamberetti, che ovviamente non mangio), le altre allergie danno reattività con una trentina di vegetali: praticamente tutta la frutta (tranne fragole, fichi e ananas, in sostanza) ed un bel numero di verdure (tra cui lattuga, carote, pomodori), e la cosa per una vegetariana non è propriamente una passeggiata. Per ora proverò a lasciare ancora le verdure cotte, sperando che basti.
Intanto continuano gli esperimenti di integrazione alimentare per la mia ultima virata un po' vegana (da quando sono incinta, mi fa impressione anche mangiare le uova, e i latticini non mi hanno mai convinta molto): ho provato a macinare semi di lino e alga sulla pasta, ma proprio non ce la posso fare, fatico a finire il piatto e alla fine sono stra-disgustata.. Per cui help!! Si cercano consigli per integrare omega 3, zinco e quant'altro!!!!
Tra l'altro, ieri ho preso le misure dell'ecografia e ho provato a fare il calcolo di peso e altezza: poco più di mezzo kg per poco più di 30 cm (misure di una settimana fa).. si fa spazio il mio piccino eh!!!
domenica 25 aprile 2010
ventiduesima settimana
Questa settimana sono stata molto meglio ed ho potuto finalmente essere un po' più attiva (e meno male, che date le condizioni di salute precarie del maritozzo...): sono perfino riuscita a fare la spesa!

Ovviamente le dermatiti non mi lasciano scampo mai e sto pensando seriamente di propormi come oggetto di studio per il corso di laurea i dermatologia, vista la quantità e la varietà delle mie manifestazioni cutanee.. Dal dermatologo mi rifiuto di andare, perché tanto so che mi bombano di cortisone e dopo due settimane che ho finito la cura sono punto e a capo, per cui normalmente uso una crema omeopatica, ma al momento ho trovato maggiori ed incredibili benefici dalla pomata allo zinco (proprio quella per i sederini :D)! Ovviamente (chellodicoaffare) è rigorosamente Fitocose, ovvero senza petrolati, sostanze cancerogene varie ecc...
L'altra news riguarda la mia alimentazione: viste le suddette eruzioni cutanee (e viste le condizioni stomachesche del maritozzo) sto cercando di mangiare un po' più macrobiotico (e un po' più vegano), e ieri, grazie al libro che sto leggendo (di cui parlerò quando lo avrò terminato), mi sono posta l'annosa questione della B12. Ora, io sono vegetariana da quasi 14 anni, ma in effetti due anni fa mi è stata riscontrata un po' di carenza in materia, per cui ho preso per un po' un integratore e stop, poi non mi sono più posta il problema, non avendo una alimentazione vegana. Il problema che non mi ero posta era quello relativo alla quantità di questa vitamina da assumere quotidianamente, che , per un lacto-ovo-vegetariano, corrisponderebbe a 3 bicchieri di latte al giorno, o 4 uova. Sicuramente la mia alimentazione è molto lontana da questi standard, perché io non mangio così spesso prodotti animali (e non bevo latte dall'alba dei tempi), per cui ho deciso di dotarmi di integratore di B12 ed iniziare una regolare assunzione, visto che -oltretutto- la carenza di questa vitamina può portare conseguenze veramente estreme (dai danni neurologici permanenti, a coma e morte del bambino). Per chi fosse interessato/a al tema, consiglio di consultare il sito della Società di Nutrizione Vegetariana (www.scienzavegetariana.it/), che è molto esaustivo in merito.
E ora termino con un libro.. ho terminato di leggere "Parto e nascita senza violenza", di L. Braibanti

E' un libro rivolto più che altro a ginecologi/ghe e ostetrici/e, soprattutto all'inizio, è molto focalizzato sull'atteggiamento medico nei confronti delle donne e dei neonati, ma nei successivi capitoli è molto interessante anche per chi deve passare "dall'altra parte". Ne consiglio veramente la lettura perché a parer mio aiuta molto nell'acquisizione di maggiore consapevolezza in ciò che dovrebbe essere una buona accoglienza e un buon supporto ospedaliero, aiutando quindi ad essere più critici nei confronti della realtà che si incontra e ad esserne meno "in balìa".
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mercoledì 24 marzo 2010
l'allevamento Morini ha chiuso!
Sono talmente felice per questa notizia che non posso non scrivere un post..
Ho appena saputo che ha chiuso l'allevamento Morini, un allevamento di animali per la vivisezione (per maggiori informazioni http://www.chiuderemorini.net/ ), dopo anni e anni di lotte a tutti i livelli finalmente ci si è riusciti!
Un grazie con tutto il cuore ai volontari che in prima persona si sono fatti arrestare, menare, insultare per questa causa, che sono stati tutti i giorni davanti ai cancelli per fare informazione, che hanno informato i vicini, che talvolta sono anche riusciti a liberare qualche animale.
Ora più di 400 beagle sono in cerca di adozione, ovviamente sono terrorizzati, per cui è opportuno che chi voglia adottarli abbia un po' di esperienza :)
lunedì 23 novembre 2009
Risotto gratinato ai cavolfiori
Nuovo esperimento..
- riso integrale (una tazzina a testa più una per la pentola)
- un cavolfiore
- latte
- farina
- olio di semi
- noce moscata
- parmigiano
- semi di papavero
Far cuocere il riso per circa 23 minuti in pentola a pressione, intanto far bollire i cavolfiori. Fare una leggera bechamelle con poca farina e olio di semi, un po' di noce moscata e latte quanto vi serve (io ho usato circa 4 cucchiai di farina, 2 di olio e 1/4 di litro di latte, se non si addensasse aggiungere un poco di farina). Quando è tutto pronto mescolare il tutto in una teglia, livellare, coprire con una buona grattata di parmigiano e semi di papavero ed infornare fino a che non avrà raggiunto la doratura che preferite.
Piatto molto coccoloso invernale ^.^
mercoledì 18 novembre 2009
Broccoli natalizi
Sebbene in preda alle mie curve ormonali e rischiando nuovamente di bruciare tutta la cena (perchè intanto mi dimentico che sto cucinando..), ho fatto un altro esperimento culinario: i broccoli natalizi!
Alors, la porzione è circa da 4 persone (ovviamente noi la mangiamo in due):
Servono:
-3 broccoli
-1 grossa carota (o 2 piccole)e sale
-mezza mela
-sale integrale
-cannella
Io ho fatto un po' di soffrittino in un po' di acqua prima, ma ovviamente è facoltativo. Tagliare i broccoli a cimette e carota e mela a dadetti.
Mettere a cuocere broccoli e carota per un po', poi aggiungere mela, cannella secondo i gusti (se non ci siete abituati/e non esagerate), sale e portare a termine la cottura.
La prossima volta magari ci aggiungo l'uvetta o le nocciole ;)
giovedì 16 luglio 2009
barchette di melanzane ripiene

Ieri ho inventato questa ricettina al volo, è facile e molto veloce..
Ingredienti:
- 2 melanzane
- un panetto di tofu
- sale
- coriandolo
- menta
- pangrattato
Ho sbucherellato le melanzane e le ho passate 6 minuti nel microonde, poi le ho tagliate e scavate per formare delle barchette, su cui ho messo un pochino di sale. La parte tolta dalle melanzane l'ho unita al tofu, aggiungendo sale, coriandolo e menta, frullando poi tutto insieme. Ho aggiunto un po' di pangrattato per solidificare un po' il composto, ho riempito le barchette e infilato in forno per una decina di minuti.. :)
sabato 27 giugno 2009
pasta con zucchine, uvetta e mandorle

Oggi ho improvvisato questa pasta:
ho tagliato a cubetti 4 zucchine piccole e le ho fatte andare in padella con un po' di olio di oliva, sale, un pugno di uvetta, due cucchiai di mandorle tagliate sottili, un pizzico di misticanza di fiori (che adoro!); intanto ho fatto cuocere la pasta (in questo caso integrale di farro) e poi l'ho fatta saltare nelle zucchine.. et voilà!
martedì 23 giugno 2009
spezzatino di muscolo di grano

Et voilà, abbiamo sperimentato il famoso muscolo di grano con una ricetta semplice semplice, ma che è stata apprezzata da entrambi :)
Ecco gli ingredienti:
- 200 gr di muscolo di grano
- una scatola di piselli
- olio di oliva
- misto per soffritto
- pepe
- misticanza di fiori
Preparare un leggero soffritto con l'olio di oliva, far poi rosolare per qualche minuto lo spezzatino di muscolo di grano. Aggiungere quindi i piselli, il pepe e la misticanza di fiori; far cuocere ancora per circa 5 minuti.. fatto!!!
il mio gatto veg..

Quando si dice che gli animali assomiglino agli umani con cui vivono! Bruce (il più giovane dei nostri 4 gatti) non solo è asmatico come me, ma -premesso che sono vegetariana da 12 anni- adora l'insalata e le gallette di riso!!!
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