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lunedì 27 giugno 2011

la politica dei manganelli

Ho passato la sera a pensare al presidio no-tav a Chiomonte, a ringraziare col pensiero tutte le persone che da tutti questi mesi rischiano salute e pelle per impedire un'opera inutile e dannosa, un dispendio di soldi (che non abbiamo) che andrebbe solo ad aggravare il debito sui nostri figli, l'ennesima mano data alla mafia. E come ogni volta mi sento una codarda, perché io non sono lì e non ci sono perché ho paura. Perché da novellina 18enne ho vissuto cosa vuole dire trovarsi di fronte alla polizia italiana, anche se non hai fatto nulla, anche se perpetri i valori ideali di civiltà e democrazia con ogni fibra del tuo essere: manganellate, tante manganellate, a te, ragazzina presa per strada che con il tuo ditino alzato ti rivolgevi al poliziotto 50enne in tenuta antisommossa dandogli pure del "lei" e con uno "scusi" cercavi di spiegargli che tu eri per strada e non hai fatto nulla. E la risposta è stata una raffica di manganellate -dal quale un caro amico ti ha un po' protetta coprendoti e prendendosele lui- la detenzione in una questura con 80 persone per 12 ore senza sapere che cosa faranno di te, la consapevolezza che possono farti di tutto -tanto chi lo viene a sapere- ricevere una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale (perchè? perché le mie ossa non si sono rotte sotto al manganello?). E in mezzo a tutto questo vedere teste spaccate, sangue, sentire gli spari. No, nessun posto del terzo mondo, ma nella civilissima Torino.
E portarsi dietro il trauma della violenza, non riuscire a parlarne per anni, avere -sempre per anni- il terrore appena si vede una divisa.
E' facile dire "ah, ma quelli che vengono menati sono dei centri sociali, sono loro che iniziano": provate a dirlo agli anziani e ai disabili malmenati e massacrati (perché quando ti spaccano le ossa secondo me ti stanno massacrando) durante la manifestazione di Genova.
E ora leggo di nuovo di lanci di lacrimogeni e repressione contro i manifestanti a Chiomonte, che sono sindaci e assessori dei comuni della Val Susa, fono famiglie con bambini, sono nonni, sono ragazzi, sono i commercianti della zona, sono altre persone accorse dalle valli limitrofe per dare un po' di man forte nel dire che no, questa opera non la vogliamo per noi, per i nostri figli, per la nostra salute e per l'economia di tutti gli italiani.
E il mio pensiero di gratitudine infinita va a loro che con i loro corpi stanno difendendo me, la mia famiglia e quella di tutti gli italiani, anche quelli inconsapevoli, che se ne fregano o si lasciano abbindolare da qualche slogan del politico immanicato di turno.
E il cuore torna ad essere greve e gonfio di dolore per la mancanza di democrazia e l'inciviltà di questo paese, dove crediamo di essere liberi, ma non lo siamo affatto.

lunedì 13 giugno 2011

4 volte grazie

Grazie a voi tutt*, perché con il vostro voto avete fatto sì che mio figlio potrà vivere in un paese anti-nucleare e con la possibilità di avere l'acqua pubblica.

Grazie, perché oggi siamo tutti un pochetto più uguali davanti alla legge.

Grazie, perché in questi giorni stiamo vivendo finalmente un qualcosa di democratico e fiorisce la speranza di riprendere in mano -nelle mani di tutti- ciò che dovrebbe essere da sempre di tutti.

Grazie, perché, per la prima volta in vita mia, mi sono sentita orgogliosa di essere italiana, perché mi sono commossa quasi fino alle lacrime pensando a questa nazione come un popolo di CITTADINI. E devo dire che, se avessi avuto in casa una bandiera italiana, oggi l'avrei messa in bella mostra sul balcone.

mercoledì 10 novembre 2010

dell'assenza di pensiero.



No, perché a me certe cose fanno proprio arrabbiare. Forse solo perché non sono in grado di capirle, per quanto mi ci sforzi.
Siamo esseri dotati di un cervello, anche piuttosto grande, direi. Quest'organo servirebbe a pensare e a riflettere, ovvero porsi domande e ricercare, fare connessioni, parlare, interfacciarsi, ..., per arrivare a darsi delle risposte.
Ma spesso mi guardo intorno e vedo che le cose non vanno in questa maniera: si vive di risposte, e sia annegano le domande; ormai non ce le si fa neanche più, le domande.
E io rimango allibita a veder la tizia che butta tutto nell'indifferenziato, senza pensare a dove andrà a finire quel sacchetto e al fatto che le discariche si saturano e bisogna aprirne di nuove; il caio che rimane con l'auto accesa davanti a scuola del figlio, figlio che quindi contribuisce ad avvelenare (per poi arrabbiarsi -ovviamente- quando c'è qualcun altro a fare come lui); la tizia che si commuove davanti ai filmati dei bambini africani e poi acquista prodotti delle multinazionali che contribuiscono alla loro morte; il tizio che butta i pacchetti di sigarette dalla macchina, per poi lamentarsi di quelli che non raccolgono le cacche dei cani...
E quanti altri esempi si potrebbero fare di questo continuo globale valzer dell'inconsapevolezza.
Ma io non sono come la legge: ammetto l'ignoranza e ancor di più il compromesso (non credo sia oggettivamente possibile vivere perfettamente), ma non capisco questo desideri spasmodico di non sapere, non vedere.
Ora mi chiedo: che senso ha vivere se non ti chiedi nemmeno il senso delle tue azioni? Diventa un passaggio sotto anestesia.. è forse vivere questo? E' felicità quella che campa sull'ottundimento mentale?
La cosa poi che trovo più paradossale è che quando informi e tenti di scoprire un po' il meccanismo, beh, allora sei un'estremista, una persona che non rispetta gli altri.. perché è oltremodo scomodo che qualcuno ti faccia notare che fai finta di vivere.
E invece io sono un essere umano, e , in quanto tale, mi domando.
Pillola rossa o pillola blu?


sabato 17 aprile 2010

La TAV.. sarebbe ora di informarsi, per chi non l'ha fatto ancora

Trovo particolarmente importante che ogni cittadino italiano si informi sull'argomento TAV, visto che non è una cosa che riguarda la sola Val Susa, ma i soldi di tutti i cittadini italiani viventi e futuri. Non aggiungo altro, perché il video si commenta da sé. Buona visione.

Ecco il link del filmato sull'inchiesta fatta da Sortino sulla TAV, tratto dalla puntata di Exit di ieri sera

Qui invece il primo filmato di un'inchiesta un po' più vecchia, sempre sulla TAV, su you tube troverete il seguito.


martedì 30 marzo 2010

di elezioni in Piemonte, di PD, di Movimento 5 stelle..

Mi spiace, ma questa volta sento proprio l'esigenza di scrivere un post politico. Perché sono delusa e anche un po' arrabbiata. Delusa per la quantità di persone che hanno votato Lega Nord e/o un leghista in questa tornata elettorale, perché mi rendo conto di quanta gente disperata si lascia imbambolare dai discorsi di chi pone facili soluzioni ai problemi contingenti.
E arrabbiata, non con gli elettori del centro-destra, non con chi si è astenuto, non con gli elettori delle altre liste, ma con gli elettori ed i vertici del centro-sinistra. Perché, sinceramente, mi sono rotta le scatole di politici che quando perdono addossano la colpa agli altri... chissà come mai in Puglia Vendola ha vinto e la Bresso in Piemonte no. Non è che magari le politiche attuate in Piemonte non hanno soddisfatto i cittadini? Non è che magari le persone che avrebbero dovuto sostenere il centr-sinistra non si sono riconosciute in anni di politica bressiana? Non è che forse -ma dico forse- la consapevolezza delle esigenze ambientali e il diritto ad una politica sostenibile inizia ad essere un'esigenza di tutta una parte di popolazione e -caso strano- finora in Piemonte non è che che si sia fato molto in questo senso, anzi, si è perfino continuato a sostenere la TAV!
E allora mi rivolgo a voi, elettori e vertici del centro sinistra: piantatela di dire che se non avete vinto è colpa del movimento 5 stelle e fate un po' di auto-coscienza, se ne siete capaci! Anche perché vi rammento che il testa a testa con Cota c'è stato solo perché avevate in coalizione l'UDC, altrimenti Cota avrebbe stra-vinto. E allora ce le vogliamo fare 'ste benedette due domande??? Ma soprattutto: vogliamo finalmente prenderci carico delle risposte a queste domande e attuare dei cambiamenti???
Io tendenzialmente ho un pensiero che può essere definibile "di sinistra", ma non sono mai stata un'elettrice del PD, eppure per anni mi sono costretta a votare questo partito (attraverso i 1000 nomi che si è dato) solo per paura di far vincere non la destra (siamo in una democrazia e se la maggior parte degli elettori vota destra è giusto che governi) ma Berlusconi, che è di destra almeno quanto il PD è di sinistra ovvero (per citare mio fratello) quanto io sono Jimi Hendrix.
Questa volta ho detto basta, mi sono stufata di votare gente che non mi rappresenta per niente, per cosa?? Penso che sia doveroso e necessario riappropriarsi del meccanismo elettorale e penso che dovremmo tutti, al di là delle parti politiche, ricordarci che il voto è un meccanismo di rappresentanza e che dovremmo appunto sentirci rappresentati da chi mandiamo a governare.
Non possiamo lamentarci e poi continuare a farci prendere in questi meccanismi ricattatori che vanno oramai avanti da troppo tempo.
Io mi sono rifiutata e ho rischiato. Ha vinto Cota e -certo- non sono contenta, ma d'altronde è anche giusto così: se è stato votato tanto è giusto che governi, per quanto questo possa non piacere.
Io, dal canto mio, sono contenta di avere finalmente votato chi volevo. Ho votato Movimento 5 Stelle e non per protesta, no, ma perché mi sono piaciuti i candidati, mi ci sono riconosciuta, perché soprattutto hanno un programma in cui credo al 100%. E sono contenta, perché due seggi sono andati a chi ho votato e sono sicura che quei due seggi saranno più fruttuosi dei 12 del PD.
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