Riesco a prendermi ora questo piccolo spazio per dedicarmi a te, tra le nausee che questa volta mi hanno davvero provata, insieme alle fatiche gestionali familiari, per cui il tuo papà mi sta dando una grossa mano.
Sei arrivat* inaspettat*, hai superato le barriere delle nostre paure ("noo, tre non ce la possiamo fare!" "noooo, partorire di nuovo non ce la posso fare!!!") e ti sei palesat* nella mia pancia, ma prima ancora nello spirito, nella sensazione che stessi arrivando, come già successe per i tuoi fratelli. E sei stat* da subito un dono accolto con una gioia immensa, davvero un regalo.. lo sapevi che ti stavamo aspettando, nonostante tutto.
Ho avuto poco modo per stare in contatto consapevole con te in queste settimane: appena cercavo di farlo mi risaliva il nauseone, e forse semplicemente avevi bisogno di non essere troppo disturbat*, in una fase così delicata e intensa della tua crescita.
Ma io lo so (e sono sempre stata consapevole) che sei lì, protett* dalla tua sfera uterina, affiancat* dal grande lavoro della placenta, e so che la nostra comunicazione va avanti in maniera forte e potente, perchè appena chiudo gli occhi ti vedo.
Ho bisogno di protezione più che mai per te e per noi, non ho ancora voluto fare visite nè esami: aspetto di capire quale sarà la persona giusta per seguirci e accompagnarci nel tuo viaggio intrauterino e durante la tua nascita. Non ho fretta, non ho fretta di vedere, di sapere: io già so, ti sento e non voglio che nulla turbi questo percorso così delicato e prezioso.
domenica 8 febbraio 2015
sabato 8 novembre 2014
2 anni di Gura
Questi due anni sono volati in una maniera pazzesca, non riesco a capacitarmi di come tu abbia quasi la stessa età che aveva tuo fratello quando sei nata tu...
Ripenso a questa giornata di due anni fa: ogni momento è scolpito nella mia mente e la gioia e l'avvolgente calore della tua nascita mi invadono subito, appena ritorno col pensiero a quei momenti.
E ora ti guardo fare lunghe spiegazioni di cui capiamo un terzo (per aiutarci spesso condisci con accurati suoni onomatopeici), arricciare il naso mentre rispondi con adulta serietà alla nostre domande, fare le mille cose che fai (tra cui immancabilmente infilarti le mutande al contrario) "da sola", bollarti in ogni modo nelle tue mille imprese temerarie. Sei un vulcano di gioia travolgente!
Buon compleanno mia patacchina splendida, grazie infinite di te, per il prezioso dono che tu sei per noi e di cui ogni giorno siamo onorati di godere!
Con infinito e profondo amore
la tua mamma
Ripenso a questa giornata di due anni fa: ogni momento è scolpito nella mia mente e la gioia e l'avvolgente calore della tua nascita mi invadono subito, appena ritorno col pensiero a quei momenti.
E ora ti guardo fare lunghe spiegazioni di cui capiamo un terzo (per aiutarci spesso condisci con accurati suoni onomatopeici), arricciare il naso mentre rispondi con adulta serietà alla nostre domande, fare le mille cose che fai (tra cui immancabilmente infilarti le mutande al contrario) "da sola", bollarti in ogni modo nelle tue mille imprese temerarie. Sei un vulcano di gioia travolgente!
Buon compleanno mia patacchina splendida, grazie infinite di te, per il prezioso dono che tu sei per noi e di cui ogni giorno siamo onorati di godere!
Con infinito e profondo amore
la tua mamma
venerdì 22 agosto 2014
4 anni
Caro tartino mio,
sono già passati 4 anni dal giorno in cui sei venuto alla luce.. sei così grande!
Difficile a volte ricordarsi che sei piccino, nonostante tutto, portati dai tuoi ragionamenti filosofici e dalle tue mille storie sempre nuove (condite immancabilmente da qualche personaggio dal nome improbabile).
Io sto riemergendo, dopo un lungo periodo di fatica psicofisico, durato all'incirca due anni, e ricerco il contatto con te, per rimettere in sesto la connessione tra noi due, un po' allentata dietro l'irruenza della tua età e le mie stanchezze. Cerchiamo tutti un equilibrio: a volte è un po' più facile, spesso è faticoso e labile, ma confido nel fatto che, a furia di provarci, il punto di stabilità sarà sempre più vicino.
Intanto tu ti manifesti nelle tue peculiarità, nel tuo suonare qualsiasi cosa ti venga a tiro, nel dedicarti a qualsiasi attività di lavoro e fatica, nella propositività che tiri fuori con gli altri bimbi e la tua sempre sfrenata allegria. A volte non è semplice stare al tuo passo: serve una quantità di energia davvero non trascurabile, ma quando riesco per un momento a distaccarmi e alzare la testa sopra il quotidiano... beh vedo un bambino e futuro uomo meraviglioso, ti vedo rifulgere di tutte le tue tante luci interiori e ti contemplo.
Tesoro mio, a volte forse non ti è così palese, ma ti amiamo con tutto il cuore, in ogni singola tua declinazione!
Buon compleanno stellino!!
sono già passati 4 anni dal giorno in cui sei venuto alla luce.. sei così grande!
Difficile a volte ricordarsi che sei piccino, nonostante tutto, portati dai tuoi ragionamenti filosofici e dalle tue mille storie sempre nuove (condite immancabilmente da qualche personaggio dal nome improbabile).
Io sto riemergendo, dopo un lungo periodo di fatica psicofisico, durato all'incirca due anni, e ricerco il contatto con te, per rimettere in sesto la connessione tra noi due, un po' allentata dietro l'irruenza della tua età e le mie stanchezze. Cerchiamo tutti un equilibrio: a volte è un po' più facile, spesso è faticoso e labile, ma confido nel fatto che, a furia di provarci, il punto di stabilità sarà sempre più vicino.
Intanto tu ti manifesti nelle tue peculiarità, nel tuo suonare qualsiasi cosa ti venga a tiro, nel dedicarti a qualsiasi attività di lavoro e fatica, nella propositività che tiri fuori con gli altri bimbi e la tua sempre sfrenata allegria. A volte non è semplice stare al tuo passo: serve una quantità di energia davvero non trascurabile, ma quando riesco per un momento a distaccarmi e alzare la testa sopra il quotidiano... beh vedo un bambino e futuro uomo meraviglioso, ti vedo rifulgere di tutte le tue tante luci interiori e ti contemplo.
Tesoro mio, a volte forse non ti è così palese, ma ti amiamo con tutto il cuore, in ogni singola tua declinazione!
Buon compleanno stellino!!
martedì 31 dicembre 2013
dell'anno passato e di identità
Ieri sera stavo pensando a quest'anno che si sta chiudendo, a quello che è successo, alle emozioni che ho provato, e guardando indietro mi sono accorta che spesso si è trattato di sentimenti di inadeguatezza: non sentirmi all'altezza del mio compito di Madre da una parte e il sentirmi "solo" una mamma dall'altra, con l'esigenza viscerale di caratterizzarmi ai miei occhi e agli occhi del mondo anche per qualcosa d'altro.
Negli ultimi mesi ho sentito forte l'esigenza di rifocalizzarmi sui bimbi: la testa sempre altrove (vuoi all'associazione, vuoi alle dinamiche interpersonali con altri adulti, vuoi al pc...) dava il doppio risultato di rendermi isterica da un lato e dall'altro di vedermi passare la crescita dei miei figli sotto i miei occhi, ma senza che io me ne accorgessi.
Questo post mi ha resettato il cervello e mi ha aiutato tantissimo a rifocalizzarmi sulla mia scelta. Perchè la mia è stata una scelta, consapevole e pensata. Ma mi stavo trasformando nella casalinga frustrata che tanto mi faceva paura diventare. Poi un altro post, ieri sera, ha aiutato ulteriormente ad approfondire la questione ed è stato lì che mi sono resaconto che era anche una questione di riconoscimento sociale.
E quindi in questo anno che tra poco si aprirà voglio che cambino le mie priorità mentali. Voglio essere orgogliosa della vita che ho scelto: perchè crescere dei bambini è davvero il mestiere più difficile, delicato e prezioso del mondo.
Buon nuovo anno a tutt*, che possiamo viverlo in serenità e pienezza, consapevoli che entrambe dipendono da noi!
Negli ultimi mesi ho sentito forte l'esigenza di rifocalizzarmi sui bimbi: la testa sempre altrove (vuoi all'associazione, vuoi alle dinamiche interpersonali con altri adulti, vuoi al pc...) dava il doppio risultato di rendermi isterica da un lato e dall'altro di vedermi passare la crescita dei miei figli sotto i miei occhi, ma senza che io me ne accorgessi.
Questo post mi ha resettato il cervello e mi ha aiutato tantissimo a rifocalizzarmi sulla mia scelta. Perchè la mia è stata una scelta, consapevole e pensata. Ma mi stavo trasformando nella casalinga frustrata che tanto mi faceva paura diventare. Poi un altro post, ieri sera, ha aiutato ulteriormente ad approfondire la questione ed è stato lì che mi sono resaconto che era anche una questione di riconoscimento sociale.
E quindi in questo anno che tra poco si aprirà voglio che cambino le mie priorità mentali. Voglio essere orgogliosa della vita che ho scelto: perchè crescere dei bambini è davvero il mestiere più difficile, delicato e prezioso del mondo.
Buon nuovo anno a tutt*, che possiamo viverlo in serenità e pienezza, consapevoli che entrambe dipendono da noi!
domenica 8 dicembre 2013
seconda domenica di Avvento
Oggi è la seconda domenica di avvento e festeggiamo facendo esperimenti con l'aria calda
E mentre facciamo colazione, ci prepariamo a fare l'albero di Natale (visto che è anche l'8 dicembre). La frase di oggi è "strong desire needs strong will".
Una giornata di sentimenti misti: la gioia e l'attesa del Natale e la preoccupazione e la paura per Felipe, che ha proprio in questi giorni un brutto e potente tracollo fisico.. e vedere le renne che girano, girano, girano grazie all'aria calda delle candeline, non so perchè, in qualche modo è terapeutico, mi ributta nel concetto di ciclo.. e di continuum..
E mentre facciamo colazione, ci prepariamo a fare l'albero di Natale (visto che è anche l'8 dicembre). La frase di oggi è "strong desire needs strong will".
Una giornata di sentimenti misti: la gioia e l'attesa del Natale e la preoccupazione e la paura per Felipe, che ha proprio in questi giorni un brutto e potente tracollo fisico.. e vedere le renne che girano, girano, girano grazie all'aria calda delle candeline, non so perchè, in qualche modo è terapeutico, mi ributta nel concetto di ciclo.. e di continuum..
lunedì 2 dicembre 2013
di scolarità, apprendimento e vita
Ci sono percorsi che inizi un po' in sordina, che manco te ne accorgi. Tempo fa io "facevo" l'educatrice: costituente la seconda generazione in quest'ambito nella mia famiglia (mia madre è appassionata maestra elementare), ero arrivata a costituire il perfetto modello di educatrice "alla S.O.S. tata", quella della severità rigida e della punizione "con gentilezza".
Poi arrivò il Tarta. Con lui iniziò il lento processo di disgregazione delle scempiaggini che fino a poco tempo prima proferivo con tanta convinzione (uno su tutti: cosleeping? orrore!). Ma La Scuola continuava ad avere per me quell'aspetto idealistico-vocazionale che fino ad allora mi aveva sempre contraddistinta. Poi la decisione di lasciare le supplenze al nido per stare a casa col tarta: nella mia esperienza avevo visto troppe cose che non quadravano nei nidi, e no, non potevo lasciarlo nel primo nido. E manco nel secondo. E qui iniziò la nostra esperienza di home-schooler, quando manco sapevo che esistesse questa parola. Mi ha sempre fatto divertire il fatto che il figlio di un'educatrice non andasse al nido, e questo contrasto l'ho sempre sentito foriero di un "qualcosa", che non sapevo ancora bene individuare.
Intanto mi sono messa a studiare: Kohn mi ha aperto la testa, Montessori mi ha entusiasmata e riempita di ammirazione, Juul mi ha dato suggerimenti e conferme. L'hanno scorso mi sono resa conto che di lì a poco avremmo dovuto pre-iscrivere il tarta alla materna: il maritozzo entusiasta all'idea, io per niente. Abbiamo chiesto un colloquio prima, ci sono sembrate maestre disponibili a collaborare in un certo senso, pareva che il bimbo e il suo benessere fosse il centro del lavoro. Vabbè, ci proviamo, speriamo. Facciamo le riunioni, cerco di fare buon viso a cattivo gioco, alla fine mi entusiasmo quasi: in fondo era il tarta a dire di voler andare, e avevo l'impressione che a casa si stufasse, avesse bisogno di altro. Lo accompagno, lui vive i primi tre giorni in maniera entusiasta: quasi manco mi fila, nonostante la sua naturale ritrosia nei consfronti degli sconosciuti ha voglia di andare ed è contento. Il quarto giorno è già un po' meno propenso, poi si ammala. Sta qualche giorno a casa e, quando rtorniamo a scuola, non mi molla più. Proviamo ancora per una settimana, ma lui non ne vuole sapere di lasciarmi tornare a casa: lì vuole stare con me. Intanto io sento frasi, vedo atteggiamenti, che proprio non condivido: "non piangere, fai l'ometto", "prima piangevi, ora hai smesso e sei di nuovo bravo", "stamattina siete stati più o meno, eh, ora siete stati bravi"... la sensazione del ricatto morale e del plagio è molto forte e mi sento a disagio. Inizio a sentire la fretta delle maestre affinchè il tarta si stacchi, mi mette ansia. Cerco comunque di essere positiva, di parlarne, di agevolare il più possibile. Ne parliamo, lui dice che è stufo. E ci penso. In fondo a casa ha più omeno gli stessi giochi, tutte le volte che lo porto o lo vado a prendere sono nel caos fracassosissimo del salone oppure seduti sulle sedie. Ettecredo che si stufa. A quel punto, però, un po' forzati dalle costrizioni delle regole della scuola dobbiamo prendere una decisione: le maestre mi dicono che "se lo voglio inserire" dobbiamo fare "come con tutti gli altri" (= farlo piangere), io rispondo loro che io non voglio proprio inserire nessuno, che se il tarta ha piacere di andarci ed è per lui una bella esperienza ci andrà, altrimenti no (maestra sconvolta: "ah."). Però capiamo: so come funziona la scuola e so che non posso pretendere cambi le regole per noi, quindi parliamo col tarta e gli spieghiamo quali sono le regole della scuola, che se ci vuole andare però non può farlo con noi, deve farlo da solo, altrimenti non ci andrà e farà altro. E lui decide: non ci vuole andare. Da quel momento è irremovibile e per un paio di mesi non ne vuole più neanche sentir parlare.
E io penso. Penso, penso a quanti alambiccamenti mi sono fatta sulla scuola, sull'opportunità di mandarlo o meno, quando bastava solo dargli fiducia e la possibilità di scegliere.
E siamo ripartiti, recuperando un po' della relazione che è stata un po' più traballante in quest'ultimo anno e mezzo (per la mia stanchezza, il mio nervosismo). Abbiamo ripreso Home-Trippin', in chiave più seria, più dedicata e poi gli incontri con Mamma VoliPindarici, sempre così strabordante di ricchezza interiore e mentale, che mi riempie di spunti e stimoli e mi apre nuove porte e punti di vista.
Vediamo dove ci porterà questo percorso, alla ricerca del giusto equilibrio tra impronta genitoriale e libera corsa filiale..
Poi arrivò il Tarta. Con lui iniziò il lento processo di disgregazione delle scempiaggini che fino a poco tempo prima proferivo con tanta convinzione (uno su tutti: cosleeping? orrore!). Ma La Scuola continuava ad avere per me quell'aspetto idealistico-vocazionale che fino ad allora mi aveva sempre contraddistinta. Poi la decisione di lasciare le supplenze al nido per stare a casa col tarta: nella mia esperienza avevo visto troppe cose che non quadravano nei nidi, e no, non potevo lasciarlo nel primo nido. E manco nel secondo. E qui iniziò la nostra esperienza di home-schooler, quando manco sapevo che esistesse questa parola. Mi ha sempre fatto divertire il fatto che il figlio di un'educatrice non andasse al nido, e questo contrasto l'ho sempre sentito foriero di un "qualcosa", che non sapevo ancora bene individuare.
Intanto mi sono messa a studiare: Kohn mi ha aperto la testa, Montessori mi ha entusiasmata e riempita di ammirazione, Juul mi ha dato suggerimenti e conferme. L'hanno scorso mi sono resa conto che di lì a poco avremmo dovuto pre-iscrivere il tarta alla materna: il maritozzo entusiasta all'idea, io per niente. Abbiamo chiesto un colloquio prima, ci sono sembrate maestre disponibili a collaborare in un certo senso, pareva che il bimbo e il suo benessere fosse il centro del lavoro. Vabbè, ci proviamo, speriamo. Facciamo le riunioni, cerco di fare buon viso a cattivo gioco, alla fine mi entusiasmo quasi: in fondo era il tarta a dire di voler andare, e avevo l'impressione che a casa si stufasse, avesse bisogno di altro. Lo accompagno, lui vive i primi tre giorni in maniera entusiasta: quasi manco mi fila, nonostante la sua naturale ritrosia nei consfronti degli sconosciuti ha voglia di andare ed è contento. Il quarto giorno è già un po' meno propenso, poi si ammala. Sta qualche giorno a casa e, quando rtorniamo a scuola, non mi molla più. Proviamo ancora per una settimana, ma lui non ne vuole sapere di lasciarmi tornare a casa: lì vuole stare con me. Intanto io sento frasi, vedo atteggiamenti, che proprio non condivido: "non piangere, fai l'ometto", "prima piangevi, ora hai smesso e sei di nuovo bravo", "stamattina siete stati più o meno, eh, ora siete stati bravi"... la sensazione del ricatto morale e del plagio è molto forte e mi sento a disagio. Inizio a sentire la fretta delle maestre affinchè il tarta si stacchi, mi mette ansia. Cerco comunque di essere positiva, di parlarne, di agevolare il più possibile. Ne parliamo, lui dice che è stufo. E ci penso. In fondo a casa ha più omeno gli stessi giochi, tutte le volte che lo porto o lo vado a prendere sono nel caos fracassosissimo del salone oppure seduti sulle sedie. Ettecredo che si stufa. A quel punto, però, un po' forzati dalle costrizioni delle regole della scuola dobbiamo prendere una decisione: le maestre mi dicono che "se lo voglio inserire" dobbiamo fare "come con tutti gli altri" (= farlo piangere), io rispondo loro che io non voglio proprio inserire nessuno, che se il tarta ha piacere di andarci ed è per lui una bella esperienza ci andrà, altrimenti no (maestra sconvolta: "ah."). Però capiamo: so come funziona la scuola e so che non posso pretendere cambi le regole per noi, quindi parliamo col tarta e gli spieghiamo quali sono le regole della scuola, che se ci vuole andare però non può farlo con noi, deve farlo da solo, altrimenti non ci andrà e farà altro. E lui decide: non ci vuole andare. Da quel momento è irremovibile e per un paio di mesi non ne vuole più neanche sentir parlare.
E io penso. Penso, penso a quanti alambiccamenti mi sono fatta sulla scuola, sull'opportunità di mandarlo o meno, quando bastava solo dargli fiducia e la possibilità di scegliere.
E siamo ripartiti, recuperando un po' della relazione che è stata un po' più traballante in quest'ultimo anno e mezzo (per la mia stanchezza, il mio nervosismo). Abbiamo ripreso Home-Trippin', in chiave più seria, più dedicata e poi gli incontri con Mamma VoliPindarici, sempre così strabordante di ricchezza interiore e mentale, che mi riempie di spunti e stimoli e mi apre nuove porte e punti di vista.
Vediamo dove ci porterà questo percorso, alla ricerca del giusto equilibrio tra impronta genitoriale e libera corsa filiale..
Calendario dell'avvento: cucire
Come accennato sul post del calendario dell'Avvento, ogni giorno porta con sè un'attività da fare e una tisana da gustare insieme..
La frase della tisana di oggi è "Every flower has its own fragrance".
Attività di oggi è il cucire: tela aida e ago senza punta.. e via!
La frase della tisana di oggi è "Every flower has its own fragrance".
Attività di oggi è il cucire: tela aida e ago senza punta.. e via!
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