Piccoletto nostro oggi sono 15 mesi, esattamente due anni fa avevo avuto l'ultimo ciclo e il 22 novembre era quella data che ripetevo ad ogni visita, quell'ultimo ciclo che pensavo non venisse talmente mi sentivo incinta e avevo tutti i sintomi. Perché tu eri già lì, ad aspettare la giusta coincidenza per germogliare, ma c'eri e io ti sentivo, e molto forte anche. Eri con noi a veder i ghiacci della Patagonia ed è in quei giorni che sei nato, da allora ci sei sempre stato, in un modo o nell'altro.
E questa tua compagnia si evolve vertiginosamente, che quasi è difficile coglierla a volte, per come si modifica in fretta.
Siamo in piena fase del "gno", delle parole dette che facciamo fatica a ricollegare al significato (ma quante cose vuol dire "cacca"??), degli scioperi del vasino. Sei sempre più indipendente e vai affermando la tua personalità e, pur non essendo sempre facile avere la giusta dose di pazienza e il migliore atteggiamento nei tuoi confronti, è un piacere tutto da gustare.
E ancora ti ringrazio per quanto hai risvegliato in me, per avermi dato tutto questo scossone di vita, per avermi aiutata a ri-trovarmi, per tutta quest'energia.
Buon compimese funghetto, ti amiamo!!!
martedì 22 novembre 2011
quindici mesi
giovedì 17 novembre 2011
dell'esser madre, dell'esser donna
Mi capita di leggere -spesso ahimè su mommy blogs- post sull'"essere donna" quando si è madri.
Trovo oltremodo triste il modo in cui l'argomento viene trattato per due semplici motivi: il primo è che l'essere madre fa parte dell'esser donna (mi spieghino come si fa ad esser madri senza esser donne), il secondo è in relazione all'immagine tremendamente stereotipata che passa della femminilità.
Per esser donna e stare bene con sé stesse bisogna truccarsi, mettersi il tacco 12, andare dal parrucchiere, interessarsi di quello che va di moda (dicendo poi che ognuna si veste a modo suo, poi sono tutte vestite uguali), andare agli aperitivi, uscire da sole con le amiche, andare dall'estetista e -soprattutto- dimagrire. Fatto tutto questo sarai felice ed appagata. E' tutto un fiorire di blog e siti in cui si propinano le stesse cose, tra l'altro spesso finendo col pubblicizzare prodotti vari (ma che novità).
Allora diciamolo che non è così: per essere donna, per stare bene con te stessa, per far sì che il tuo rapporto di coppia duri (eh sì, si va a parare anche su questo, che l'immagine dell'uomo non è mica migliore, visto che sembra che si facciano tirare da qualsiasi pizzo o merletto che gli passa sotto il naso) tutta questa roba non serve.
Per essere donna e per star bene con te stessa devi riflettere su di te, devi trovare il tuo equilibrio psichico, devi imparare ad amarti e capire che sei bella e unica così come sei. Devi imparare ad essere orgogliosa della tua pancetta (perché è il segno che ti porti addosso della tua gravidanza), delle rughe (il segno della tua esperienza di vita), dei tuoi capelli arruffati la mattina, delle occhiaie di stanchezza per i sonni interrotti dalle poppate. Devi prenderti cura dell'interno di te anche materialmente: mangiando bene, fruendo di svaghi intelligenti e utili alla tua crescita, soprattutto vivendo una vita che risponda ai propri desideri. E nulla di estetico può fare questo.
E per far durare il proprio rapporto di coppia serve amarsi, avere sempre un occhio di riguardo, fare attenzione, comunicare, essere consapevoli che anche la coppia ha una vita che si evolve a seconda delle condizioni che vive. Non serve il trucco, non serve la giarrettiera.. ma davvero crediamo che gli uomini siano così stupidi? E davvero crediamo che l'amore sia questa pochezza?
sinceramente sono abbastanza stufa di sentire giudizi sulle madri: a me non me ne frega niente di fare la figa sui tacchi e andare agli aperitivi col mio bimbi nell'ultimo modello di passeggino e -sinceramente- mi sento molto più mamma e molto più donna ad anteporre le esigenze di mio figlio piccolo alle mie, a dedicarmi alla sua cura e nel trovare in questo ruolo familiare un grande e nuovo e pieno significato della femminilità. E mio marito non ha smesso di essere attratto da me perché allatto, o perché la mia pelle è rilassata, o perché ho qualche capello bianco, o perché non mi vesto da sfilata, anzi, sento il suo amore ancora più vivo e vicino, forse perché io per prima sono più viva e vera.
Smettiamola di credere che la felicità si raggiunga spendendo denari, assomigliando a qualcuno o uniformandosi: ogni ebbrezza derivata da questo tipo di atteggiamento è illusoria, non fa che aumentare la nostra voragine interiore. Il lavoro che dobbiamo fare è proprio l'opposto: selezioniamo, spogliamoci di quanto possiamo (in senso prima di tutto mentale) e andiamo all'essenziale. E' dura fare i conti con le nostre insicurezze, le nostre paure, i nostri vuoti d'animo, ma non sono cose che si risolvono con un po' di trucco o la perdita di un paio di kg.
Guardiamoci in faccia, la nostra bella bellissima faccia e riprendiamoci la vita in mano.. e possibilmente anche la testa.
martedì 1 novembre 2011
Home trippin'
L'idea mi sfarfallava in testa da un po'.. Da un lato l'esigenza di trovare occasioni da far sperimentare al tarta, in modo che non rimanga sempre chiuso in casa, da un altro la riflessione su un sistema educativo-scolastico che trovo rispecchiare sempre meno quelli che sono i cardini di una pedagogia liberante per l'uomo.
L'home-schooling da un lato mi attrae, dall'altro ho alcune perplessità non da ridere al riguardo: posto che spesso i genitori che lo farebbero non abitano tutti nel raggio di una decina di km e non trovo giusto sballottare bimbi tutti i giorni avanti e indietro, ciò che proprio mi riempie di dubbi è prima di tutto la competenza pedagogica dei genitori stessi (ok che ci sono genitori che sono molto più competenti di molti insegnanti, ma non significa che di per sè tutti quelli interessati all'home-schooling siano poi in grado di sostenere questo ruolo), ma forse il dubbio amletico ancor più importante è rispetto ai metodi educativi familiari. Ci sta che tendenzialmente chi si avvicina a questo tipo di percorso scolastico ha una certa visione pedagogica, ma poi -di fatto- siamo poi sicuri che i metodi educativi intrapresi dalle singole famiglie partecipanti siano poi così sovrapponibili? Ecco, io ho dei seri dubbi al riguardo, e temo che da ciò possano nascere anche notevoli incomprensioni..
Ma insomma, comunque accettare lo status quo al momento non mi soddisfa a sufficienza e così ho pensato ad una forma più "leggera" -nonché temporalmente meno impegnativa- di home-schooling.
Da poco tempo ho inaugurato un gruppo su facebook per i genitori della provincia di Torino. Il gruppo si chiama "Home-trippin'" e lo potete trovare qui.
L'idea è quella di trovarsi ogni tanto (ad esempio una volta a settimana) e creare piccole occasioni di home-schooling sfruttando le risorse del territorio.
In settimana ci troveremo per iniziare la conoscenza reciproca e imbastire la prima programmazione.. chiunque fosse interessato chieda l'iscrizione al gruppo e -se sprovvisto/a di profilo fb- faccia pure riferimento al mio indirizzo e-mail sibia.orsomichele@gmail.com.
L'home-schooling da un lato mi attrae, dall'altro ho alcune perplessità non da ridere al riguardo: posto che spesso i genitori che lo farebbero non abitano tutti nel raggio di una decina di km e non trovo giusto sballottare bimbi tutti i giorni avanti e indietro, ciò che proprio mi riempie di dubbi è prima di tutto la competenza pedagogica dei genitori stessi (ok che ci sono genitori che sono molto più competenti di molti insegnanti, ma non significa che di per sè tutti quelli interessati all'home-schooling siano poi in grado di sostenere questo ruolo), ma forse il dubbio amletico ancor più importante è rispetto ai metodi educativi familiari. Ci sta che tendenzialmente chi si avvicina a questo tipo di percorso scolastico ha una certa visione pedagogica, ma poi -di fatto- siamo poi sicuri che i metodi educativi intrapresi dalle singole famiglie partecipanti siano poi così sovrapponibili? Ecco, io ho dei seri dubbi al riguardo, e temo che da ciò possano nascere anche notevoli incomprensioni..
Ma insomma, comunque accettare lo status quo al momento non mi soddisfa a sufficienza e così ho pensato ad una forma più "leggera" -nonché temporalmente meno impegnativa- di home-schooling.
Da poco tempo ho inaugurato un gruppo su facebook per i genitori della provincia di Torino. Il gruppo si chiama "Home-trippin'" e lo potete trovare qui.
L'idea è quella di trovarsi ogni tanto (ad esempio una volta a settimana) e creare piccole occasioni di home-schooling sfruttando le risorse del territorio.
In settimana ci troveremo per iniziare la conoscenza reciproca e imbastire la prima programmazione.. chiunque fosse interessato chieda l'iscrizione al gruppo e -se sprovvisto/a di profilo fb- faccia pure riferimento al mio indirizzo e-mail sibia.orsomichele@gmail.com.
Etichette:
home-schoolig,
home-trippin',
pedagogia,
scuola
sabato 22 ottobre 2011
14 mesi
E' che ormai i mesi scorrono così velocemente, è che ormai sei grande.. è che davvero tu sei il mio Maestro..
Il raffreddore e i denti in eruzione ti rendono inquieto ultimamente e per me non è sempre facile fare un bel respiro e mantenere i toni bassi, ma il fatto che mi basti essere "sufficiente buona" (cit. Winnicott) perché tu cresca bene mi rasserena.
Uscire aiuta molto entrambi, quando uno dei due è nervoso (in realtà quando lo è uno lo è anche l'altro), anche se poi qui è un po' tutto grigio-bigio e l'aria è satura di ogni schifezza e non si può nemmanco toccare l'erba perché è sporca pure quella. Ma abbiamo l'occasione di incontrare sempre qualche cane che va a spasso (e -oh!- quanto adori i cani!.. prima "Eh! Eh! Eh!" e poi "bau bau bau bau" fino a ben oltre il momento in cui sono spariti dalla tua vista), di osservare qualche albero e qualche siepe, di vedere le gru (dopo le parole canoniche, la prima tua parola è stata "bu" ("blu"), seguita a ruota da "grrr" "gu" "grrrrrrrru" ("gru")) e di camminare tanto (che tanto quando sei stanco c'è sempre la fascia).
La tua scoperta della vocalità come mezzo di comunicazione ha caratterizzato questo mese e ora ci stai prendendo sempre più gusto..ed ascoltarti è uno spasso (interpretarti, invece, è ancora piuttosto difficile). E non solo attraverso la verbalizzazione la tua comunicazione si fa più incisiva e e bidirezionale: quando hai sonno o non stai bene spesso mi porti la fascia o il mei tai; capita anche che tu dica "cacca" quando devi andare in bagno (alla faccia di tutti quelli che dicono che non è possibile per un bimbo così piccolo).
E comunque sappilo piccolo mio: sei tremendamente divertente!
Buon compimese tesoro nostro, ti vogliamo tantissimo bene!!
Il raffreddore e i denti in eruzione ti rendono inquieto ultimamente e per me non è sempre facile fare un bel respiro e mantenere i toni bassi, ma il fatto che mi basti essere "sufficiente buona" (cit. Winnicott) perché tu cresca bene mi rasserena.
Uscire aiuta molto entrambi, quando uno dei due è nervoso (in realtà quando lo è uno lo è anche l'altro), anche se poi qui è un po' tutto grigio-bigio e l'aria è satura di ogni schifezza e non si può nemmanco toccare l'erba perché è sporca pure quella. Ma abbiamo l'occasione di incontrare sempre qualche cane che va a spasso (e -oh!- quanto adori i cani!.. prima "Eh! Eh! Eh!" e poi "bau bau bau bau" fino a ben oltre il momento in cui sono spariti dalla tua vista), di osservare qualche albero e qualche siepe, di vedere le gru (dopo le parole canoniche, la prima tua parola è stata "bu" ("blu"), seguita a ruota da "grrr" "gu" "grrrrrrrru" ("gru")) e di camminare tanto (che tanto quando sei stanco c'è sempre la fascia).
La tua scoperta della vocalità come mezzo di comunicazione ha caratterizzato questo mese e ora ci stai prendendo sempre più gusto..ed ascoltarti è uno spasso (interpretarti, invece, è ancora piuttosto difficile). E non solo attraverso la verbalizzazione la tua comunicazione si fa più incisiva e e bidirezionale: quando hai sonno o non stai bene spesso mi porti la fascia o il mei tai; capita anche che tu dica "cacca" quando devi andare in bagno (alla faccia di tutti quelli che dicono che non è possibile per un bimbo così piccolo).
E comunque sappilo piccolo mio: sei tremendamente divertente!
Buon compimese tesoro nostro, ti vogliamo tantissimo bene!!
giovedì 20 ottobre 2011
I biscotti perfetti
..Perfetti perché era tanto che cercavo di trovare una quadra con una ricetta per biscotti che fossero vegan e senza zuccheri.. e dopo tanto sperimentare, ecco la versione definitiva!
Per prima cosa mettere in ammollo l'uvetta (meglio che ci stia almeno una decina di minuti).
In una terrina mescolare farina, fiocchi d'avena, olio e farina di carrube.
Frullare l'uvetta in poca acqua e versarla nella terrina; mescolare.
Aggiungere il lievito e, dopo aver nuovamente rimestato, accorpare la frutta secca e i semini.
Ungere una grande teglia o una placca da forno con un po' d'olio, poi, aiutandosi con due cucchiai, porzionare il composto per ottenere i biscotti (occhio a non metterli troppo vicini che durante la cottura aumentano un pochino).
Infilare in forno a 180°C per una ventina di minuti, più o meno, insomma: fino a che non ne sentite il profumo spandersi per la casa.
Togliere dal forno e lasciar raffreddare.
Enjoy!
AVVERTENZA: chi non fosse avvezzo alla cucina naturale e senza zuccheri potrebbe trovarli poco dolci, in tal caso potete aumentare la dose di uvetta o aggiungere succo di mela o farina di riso ;)
- 100 gr di farina integrale o semi-integrale (io uso quella di farro, ma l'importante è che sia da agricoltura biologica, perché i pesticidi sono contenuti soprattutto nella parte esterna del chicco)
- 100 gr di fiocchi d'avena
- 50 gr di olio (io ho usato metà olio evo e metà olio di sesamo)
- mezzo bicchiere di uvetta
- 2 cucchiai di farina di carrube
- quanto vi pare di frutta secca e semini
- una bustina di lievito naturale
Per prima cosa mettere in ammollo l'uvetta (meglio che ci stia almeno una decina di minuti).
In una terrina mescolare farina, fiocchi d'avena, olio e farina di carrube.
Frullare l'uvetta in poca acqua e versarla nella terrina; mescolare.
Aggiungere il lievito e, dopo aver nuovamente rimestato, accorpare la frutta secca e i semini.
Ungere una grande teglia o una placca da forno con un po' d'olio, poi, aiutandosi con due cucchiai, porzionare il composto per ottenere i biscotti (occhio a non metterli troppo vicini che durante la cottura aumentano un pochino).
Infilare in forno a 180°C per una ventina di minuti, più o meno, insomma: fino a che non ne sentite il profumo spandersi per la casa.
Togliere dal forno e lasciar raffreddare.
Enjoy!
AVVERTENZA: chi non fosse avvezzo alla cucina naturale e senza zuccheri potrebbe trovarli poco dolci, in tal caso potete aumentare la dose di uvetta o aggiungere succo di mela o farina di riso ;)
venerdì 7 ottobre 2011
tiriamo i sogni fuori dai cassetti
Non so cosa sia che mi ha sempre bloccata, ma in qualche modo mi ero convinta che o qualcuno ti "scopre" e ti stra-paga ogni cosa che fai - e allora vuol dire che hai talento- oppure non vali niente. Questa convinzione era così radicata nel mio cervello che ho dovuto fare un discreto lavoro per tirarla fuori, e ci è voluto un sacco di tempo. In tutti questi anni, però, ho incontrato alcune persone che mi hanno incoraggiata -direttamente o indirettamente- e questo pian piano ha lavorato dentro, ma comunque non riuscivo a fare niente, nemmeno un disegno, mi sono autoboiccotata per tantissimo. Poi l'invito di Artflakes, dopo aver visto una mia illustrazione buttata così sul web, e tutta una serie di coincidenze con cui il mondo si è mosso per agevolarmi proprio in questo momento. E il sostegno continuo, fondamentale e indispensabile del maritozzo, senza il quale nulla sarebbe stato.
E quindi ho deciso che basta, da oggi i sogni si tirano fuori dai cassetti e si costruisce per arrivarci.
Da oggi, quindi, sarò un'illustratrice.
E per festeggiare mi sono fatta un autoritratto al volo ^_^
E quindi ho deciso che basta, da oggi i sogni si tirano fuori dai cassetti e si costruisce per arrivarci.
Da oggi, quindi, sarò un'illustratrice.
E per festeggiare mi sono fatta un autoritratto al volo ^_^
Etichette:
costruzione,
emozioni,
illustrazione,
pensieri,
sogni,
vita
sabato 1 ottobre 2011
chi va al mulino s'infarina
Avere un mulino casalingo da' delle ottime opportunità di sperimentazione con i bimbi a costo zero.. Abbiamo fatto la farina e l'abbiamo setacciata (il cibo somministrato ai bimbi piccoli non dev'essere troppo integrale perché sennò il consumo di fibre sarebbe eccessivo); la crusca ovviamente è finita al tarta, che si è occupato di utilizzarla facendo un po' di travasi sul tavolo. Ma il travaso più divertente era quello dal tavolo al pavimento, così abbiamo buttato tutto in terra e abbiamo ricreato un pochino di spiaggia in cucina..
Il tarta si è sbizzarrito a sperimentare con le mani e con i piedi..
Alla fine abbiamo raccolto tutto..
.. e abbiamo cercato di ovviare alla sproporzione tra spazzino e strumenti
n.b. ora abbiamo tutto il necessaire della dimensione giusta e la crusca è stata riciclata come lettiera dei gatti
Etichette:
attività,
crescita,
farina,
Montessori,
tarta
Iscriviti a:
Post (Atom)

