martedì 21 dicembre 2010

4 mesi

Il tempo passa lento e veloce insieme.. Le riflessioni aumentano vorticosamente, i giorni si alternano in periodi in cui riesco a tenere un minimo il passo e fare pure i 10 minuti di yoga al mattino e i biscotti la sera e lassi di tempo in cui la casa sembra una bomba esplosa, la pasta madre inacidisce in frigo, i germogli seccano, io sono "oltre" la stanchezza, le dermatiti ci affliggono e la fatica sociale è forte. Quest'ultima torna con prepotenza in questi ultimi giorni: da un lato il parentado atto a trattare il tartarugo come se fosse l'ultimo modello di bambolotto venuto al mondo solo per il suo speciale intrattenimento, dall'altra la schiera di amici e conoscenti che sembra rapportarsi con te solo per pura formalità.
Io adoro il Natale, e lo amo così tanto anche perché è un periodo che porta a riflettere su sé stessi, le proprie relazioni e la propria vita... quest'anno -con qualche eccezione- mi sento circondata da persone a cui alla fine poco importa.
D'altro canto quest'anno più che mai sento forte il calore della mia famiglia d'origine: sarà che il fatto di diventare genitore ti fa percepire con molta potenza la quantità di amore che hanno i tuoi di genitori nei tuoi confronti, sarà per la partenza imminente del mio adorato fratello, sarà per i lavori che stiamo facendo in casa lì.. non so perché, ma in quest'ultimo periodo ritrovo lì un'energia calda e positiva nuova e fortificante.
Ho sempre più bisogno di semplicità: nella vita quotidiana, nel cibo, nelle relazioni; e sento forte il desiderio di disfarmi del superfluo, in termini di oggetti ma anche di relazioni, ma non so come coniugare le cose.
Quel che è certo è che devo trovare una maniera per rasserenarmi di fronte a certe questioni inerenti al tartarugo, perché sicuramente è meno dannoso per lui affrontare alcuni momenti con persone che non lo trattano proprio a modo piuttosto che avere una madre arrabbiata e nervosa per i suddetti comportamenti. Ma io non sono brava a passare sopra alle cose, per cui si accettano suggerimenti!!!
Il tartarugo cresce bene, con i ritmi irregolari di sempre, ma io non me ne faccio un problema: lo seguo il più possibile e cerco di rispondere meglio che posso ai suoi bisogni, anche se tutte le sere, invariabilmente, mi sembra di non aver fatto abbastanza. La dermatite ci perseguita in simbiosi: ci si acuisce nello stesso momento e nello stesso momento si calma. La comunicazione tra noi è sempre più affinata: mi sono resa conto che spesso mi basta guardarlo o sentire un suono per capire come sta e quel che necessita, ed è una cosa impressionante! A dispetto delle mie aspettative mi sono rivelata a me stessa come madre molto più chioccia di quanto avrei creduto, e mi rendo conto che il bisogno di stargli vicino è forte quanto il suo di stare con me e francamente non so proprio come avrei fatto a ricominciare a lavorare dopo i tre mesi!