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mercoledì 31 agosto 2011

le riciclispugne

Tempo fa parlai del progetto sulla spugna riciclata da un maglione, ma -come giustamente mi faceva notare mammavegsere- non ho mai detto come mi sono trovata.
La spugna fatta per l'occasione era un po' troppo grossa e ingombrante da gestire, inoltre la parte più abrasiva non serviva ad un granché, visto che già questo tipo di spugna è molto più efficace nel rimuovere le incrostazioni (rimanendo però super delicata sulle superfici, infatti è l'ideale con teflon e ceramica) rispetto alle spugne tradizionali e per quelle ostinatissime ricorrerei comunque alla paglietta in ferro.
Per cui il modello definitivo è composto da due rettangoli di maglia (da maglione infeltrito) circa 12x10 cm sovrapposti e cuciti insieme (è meglio fare qualche cucitura interna per evitarne la smagliatura).
Se si lavano le stoviglie mettendo il sapone nella spugna, essa rischia di trattenerne un po' troppo: meglio mettere un po' di detersivo direttamente nell'acqua di ammollo dei piatti (con questo metodo le prestazioni sono ottime).
Ne ho fatte più d'una, in modo da avere ricambi quando la metto a lavare (si mette insieme al resto del bucato); tra l'altro per il fatto di lavarle le trovo molto più igieniche delle spugne convenzionali.
Lo stesso discorso vale per la versione che ho fatto per la pulizia del bagno: cambia soltanto il materiale (spugna riciclata da vecchi asciugamani) e il fatto che queste le metto a lavare dopo ogni singolo uso.
Insomma: da quando ho fatto la prima non ho mai più comprato spugne e mi trovo benissimo!!

spugna arancione in maglia per i piatti
spugna in spugna rossa per il bagno

martedì 15 febbraio 2011

la mantellina per il tartarugo

Il tartarugo cresce e la giacca inizia ad andare un po' giustina, inoltre il clima più mite della scorsa settimana ha richiesto un indumento outdoor più versatile e leggero, così in pochi minuti prima di andare al controllo pediatrico ho improvvisato questa mantellina, che ho finito di decorare dopo..
Lo so, le foto fanno letteralmente schifo, migliorerò!!!



venerdì 4 febbraio 2011

Kit lavadenti

Ovviamente non potevo non tentare di autoprodurre anche il dentifricio!!
Come suggeritomi da mammafelice ho iniziato ad usare una soluzione satura di bicarbonato: in un contenitore si mette acqua e bicarbonato fino a che non si scioglie più, si bagna lo spazzolino e ci si lava i denti. Va bene anche al posto del colluttorio. Il ph basico del bicarbonato abbassa l'acidità provocata da zuccheri e fermentazioni, rendendo difficile l'instaurarsi della carie. Ci ho messo un po' ad abituarmi al gusto (subito mi faceva schifissimo), ma ora lo uso tranquillamente :)
Una volta al giorno uso invece un dentifricio più potente fatto con caolino (argilla bianca, lo trovate in erboristeria), un cucchiaino raso di bicarbonato e olio essenziale di limone (3-4 gocce).. quest'estate seccherò timo e salvia, li polverizzerò e li aggiungerò al preparato Per utilizzarlo, inumidire lo spazzolino, versarci sopra un poco di polverina magica e strofinare sui denti :))
Solo il filo interdentale non sono riuscita ancora a sostituirlo (e che nervoso tutti 'sti baulettini di plastica..)..

mercoledì 2 febbraio 2011

crema di nocciole

Io adoro le nocciole, ma le creme che trovo in giro non mi convincono mai (nemmeno quelle bio): troppi zuccheri, grassi non meglio identificati... e poi sono carissime!!
Quindi ovviamente sono passata al fai-da-me :)
Ho provato a farla seguendo le indicazioni di Tippitappi ma non mi era venuta un granché, perché il malto non si riusciva a mescolare, quindi ho fatto qualche modifica, ed ecco la mia semplicissima -ed economica- versione:

-1 tazza di nocciole
-1/3 tazza di malto

Tritare finemente le nocciole fino a farle diventare una pasta un po' oleosa (conviene fare delle pause col robot per evitare il surriscaldamento del motore); sciogliere in un pentolino a fuoco basso il malto in un poco d'acqua fino ad ottenere uno sciroppo. A questo punto mettere la pasta di nocciole in un barattolo (evitare quelli di plastica per il bisfenolo, va benissimo un barattolo in vetro riciclato), versarci lo sciroppo di malto, mescolare bene... fatto!!!
Ovviamente ci si può anche aggiungere del cioccolato fuso per renderla più golosa :)
Conservare in frigo :)

Preferibilmente spalmare su pane fatto in casa.. buona colazione!!




domenica 30 gennaio 2011

Pane e farina..

Da parecchio tempo ho iniziato a fare il pane e la pizza in casa (di solito faccio l'impasto con la macchina del pane e lo cuocio in forno), un po' perché è complicato trovare un pane in giro che mi soddisfi, un po' perché sono un po' allergica al frumento e così lo faccio con altre farine (di solito farro).
Solo da poco ho cominciato ad utilizzare la pasta madre, per il momento me la cavicchio, ma siamo ancora in rodaggio..
Intanto ho scoperto che la farina a 15 giorni dalla macinatura ha già perso gran parte dei nutrienti, per cui quelle che compriamo abitualmente sono praticamente morte, e da qui -complice l'esperienza di mammafelice - è nata l'intenzione di comprare un mulino domestico per la macinatura dei chicchi (che tra l'altro consente anche di variare molto la tipologia di farina, da quella di riso a quella di legumi). Babbo Natale (ovvero mio marito) ha valutato sufficiente la mia bontà nell'anno passato e così.. sotto l'albero ho trovato il mio meraviglioso mulino!! ..E non vi dico che meraviglia fare il pane con la farina ancora calda di macinatura!!!


Ora sto cercando qualche produttore di cereali bio nei dintorni, purtroppo per ora senza grossi risultati, per trovare un fornitore a km0 quasi ;)

mercoledì 26 gennaio 2011

la prima giacca

Ebbene sì, il tartarugo ha bisogno di una giacca, che nel bozzolo dell'ovetto non ci sta più, e poi è utile per stare in fascia.
Ma in recente ottica di autoproduzione... l'ho fatta io (anche il modello, s'intende), utilizzando la stoffa di un mio vecchio k-way, del pile, un po' di imbottitura e qualche avanzo.
.... ed eccola!!

giovedì 20 gennaio 2011

lo shampoo

Questo è un tasto un po' dolente: shampoo buoni senza schifezze ce ne sono assai pochi in giro, alla fine ne ho trovato uno che è delicato e super-eco-bio. Ma. Da una parte con i capelli lunghi ne devo usare kilate (soprattutto ora che per motivi tartarugheschi non riesco a lavarmi i capelli tanto spesso), da una parte tutti 'sti flaconi da buttare, dall'altra la febbre dell'autoproduzione che si manifesta sempre più forte...

Allora condivido tutti i miei esperimenti:

- Esperimento 1, ovvero il bicarbonato:
provo a fare la pappetta, la spargo sui capelli e sciacquo.. sembra funzionare.. in realtà all'asciugatuta scopro che non ha lavato molto bene e tra l'altro mi prude anche un po' la testa, poi scopro che il cuoio capelluto è acido (il bicarbonato basico) e quindi no, non va bene

- Esperimento 2, ovvero il sapone di marsiglia:
se va bene per la lana andrà bene anche per i capelli, no? No. Stesso problema di ph del bicarbonato e capelli secchissimi. Cestinato

- Esperimento 3, ovvero la farina di ceci:
anche qui pappetta, lavaggio, risciacquo, asciugatura... wow: capelli finalmente puliti e morbidi!! Ma.. c'è un ma, ovvero la puzza. Pensavo tutt'al più di sapere di farinata, invece no, un odoraccio tremendo (nonostante risciacqui all'aceto e olii essenziali) che ho impiegato tre settimane a scrollarmi di dosso. Magari a qualcuno non da' fastidio ma a me sì, per cui non se n'è fa niente. Peccato però.

- Esperimento 4, ovvero l'argilla:
in realtà avrei voluto provare il ghassoul, sullo scaffale mi si è palesato questo prospetto: ghaoussul confezione da 500 gr per euri 16, 50, argilla un kg per euri 3. Ovviamente argilla!!
Ho fatto la solita pappetta, ma il risultato non è stato soddisfacente: capelli molto secchi e un po' polverosi. Cassata.

-Esperimento 5, ovvero la farina di grano saraceno:
ho fatto tutto l'iter pappettesco e il risultato mi ha soddisfatta: capelli morbidi, puliti e senza odori molesti, così ho deciso che questo sarà il mio shampoo (mi riservo di dare smentite in futuro dopo un tot di lavaggi se poi vedessi che non funziona alla lunga)


E quindi ecco fatta la ricetta per il mio shampoo alla curcuma
Occorrente:

- un barattolino vuoto (tipo quelli delle creme)
- farina di grano saraceno il più fine possibile (col mulino è venuta molto meglio che col tritacaffé)
- curcuma (ha proprietà sebo equilibratrici e antiforfora)
- o. e. di arancio dolce
- un paio di chiodi di garofano (proprietà antibatteriche)

Mettere nel barattolino la farina, un cucchiaino di curcuma, 4-5 gocce di o.e. e mescolare bene; aggiungere i chiodi di garofano.

Utilizzo: prelevare una quantità di preparato a seconda della lunghezza del capello (1-2 cucchiai), mettere in una ciotola con un po' d'acqua e mescolare bene. Bagnare i capelli, distribuire la pappetta sulla capigliatura e massaggiare. Lasciare in posa qualche minuto e poi risciacquare (meglio se con un po' di aceto, balsamo naturale). Eventuali residui vengono via con l'asciugatura.


domenica 16 gennaio 2011

in ottica eco-sostenibile

Mi sono resa conto che di tutto il lavoro di decrescita e sostenibilità che stiamo facendo in casa ho scritto poco-niente, per cui vedo di iniziare a rimediare..
La fine del nuovo anno è stata caratterizzata da un acuirsi di riflessioni in tema, portate un po' dal discorso "cruelty-free" a cui cerco di attenermi da diversi anni, un po' dall'avvento del tartarugo che costringe ad ulteriori e più approfondite indagini (portando alla luce ogni magagna e contraddizione), un po' dall'esigenza sempre più forte di vivere più liberamente, seguendo i propri ritmi, lentamente, godendosi la vita, senza finire a vivere per lavorare, lasciandoci liberi di vivere realmente solo nelle 4-5 settimane all'anno che ci sono di ferie.
Nello specifico di questo aspetto, la questione è nata con maggiore prepotenza, come detto, da quando il tarta è arrivato: il chiedermi che senso avesse partorire un figlio per poi farlo crescere da altri (educatori o nonni che siano) mi ha fatto riflettere sulla vita delle famiglie qui ed ora, e mi sono trovata a non condividere per niente la maggior parte delle pratiche familiari, soprattutto in presenza di bimbini così piccoli. Trovo innaturale che una donna possa trovarsi costretta a tornare al lavoro al terzo mese di vita "fuori" del bimbo, che non possa scegliere autonomamente quando e se rientrare al lavoro, che i genitori più stiano da mattina a sera al lavoro e vedano i propri figli nei migliori dei casi la sera o nei week-end. Tutto questo si somma al fatto che i nonni secondo me devono fare i nonni e non i baby-sitter, che non conoscendo baby sitter di persona non mi fido a lasciare mio figlio con un/una sconosciuto/a, che trasferendoci non conosco i nidi locali (e di comunali non ce ne sono) per cui parimenti non mi fido. E poi: ma che senso ha che io vada a lavorare per pagare qualcuno che guardi mio figlio? Non faccio prima - e meglio - a guardarmelo da me?
Di rimando ovviamente si pone la questione economica: si può vivere oggi con un solo stipendio? O con mezzo stipendio? O senza stipendio? Quanto del denaro che "guadagnamo" (perché se lavoriamo da dipendenti il nostro lavoro serve per arricchire economicamente qualcun altro che non siamo noi, spesso) in realtà è necessario? E quanto ha ancora senso oggi come oggi per noi "gggiovani" lavorare ancora per una pensione che presumibilmente non avremo?
E a questo punto parte la riflessione sul bisogno indotto e sulle capacità perdute.. perché se io riesco a discriminare bene quali siano veramente le cose necessarie e parallelamente giungo ad autoprodurre il più possibile arricchisco me stessa culturalmente, mi riapproprio della mia capacità di scelta perché esco dal sistema, vivo una vita più sana e maggiormente sostenibile per il pianeta e ho meno bisogno di denaro.
Fino a poco tempo fa non riuscivo però a trovare concretezza in questi pensieri, non trovavo cioè un modo per cambiare modus vivendi concretamente. Poi mi ha aiutata molto leggere il libro di Erbaviola "Scappo dalla città" ed ho capito che facevo l'errore che fanno in molti, ovvero partire dalla fine. Sembra banale ma è così. Uno si immagina: mi licenzio, vado a stare in casolare in Toscana e mi produco tutto, ma così è abbastanza una cosa improponibile per i più, diciamocelo, soprattutto se hai figli e non hai soldi da parte. La verità è che bisogna partire da un'altra parte, dal ridurre: sprechi, bisogni indotti, sofisticazioni. Sembra molto più complicato di come sia in realtà, infatti quando si inizia ad autoprodurre tutto viene un po' da sé: quello che si pensava pesante ed impegnativo si scopre essere divertente, interessante, educativo (verso sé stessi e per i propri figli) e gratificante, inoltre si è più critici verso gli acquisti (sia rispetto alla qualità che alla quantità). E si inizia a scoprire che probabilmente è questo il lavoro che "nobilita l'uomo", non il lavorare in fabbrica o in ufficio 40 ore alla settimana. Ma ciò che è più importante, si è più liberi, ma liberi per davvero, perché si è liberi nella testa.

lunedì 8 novembre 2010

spruzzino multiuso autoprodotto

Dopo aver decantato le mille virtù dell'aceto mi trovo a fare i conti con uno dei suoi difetti: l'odore.
Il caratteristico odore dell'aceto va via dopo pochissimo tempo dal suo utilizzo dalle superfici, ma questo non è sufficiente a fare sì che il maritozzo sia invogliato ad usarlo, preferendogli prodotti più profumati e che gli diano la sensazione di "pulito". Inoltre l'aceto è acido e non va bene su tutte le superfici, perciò... ta da'!!!! Spruzzino autoprodotto a base di bicarbonato. Da fare è semplicissimo, e ovviamente è ecologico ed economico :)

Istruzioni:
Prendere un contenitore munito di spruzzino (uno di un vecchio detersivo, quello per le piante.. insomma, basta che contenga e spruzzi), mettere al suo interno bicarbonato e acqua (non superare le dosi di 96 gr a litro di acqua sennò la soluzione si satura troppo e lo spruzzino si intasa..), aggiungere qualche goccia di olio essenziale di timo e di limone, shackerare... et voilà! Ottimo profumo, ottimo utilizzo.. :)))
Ricordarsi solo di scuoterlo prima dell'uso.

mercoledì 3 novembre 2010

di alimentazione e autoproduzione

Siamo reduci da un fine settimana impegnativo: cene, compleanni, parentado... Insomma, con tutti gli annessi e connessi di nuovo colite a go-go.
Non che abbia mangiato chissà che schifezze, qualche dolce in più, ma quasi tutta cucina genuina... Al di là della qualità degli ingredienti, latticini e zucchero bianco hanno fatto la loro parte, e domenica sera e lunedì mi sono ritrovata nausea, mal di testa, nervosismo e una buone dose di colite, che non avevo più da mesi.
Così mi sono rimessa in riga e ho ricominciato a mangiare come si deve, dando di nuovo il via alle mitiche zuppe di cereali e legumi (con l'aggiunta di verdura) che già ti fanno bene solo a guardarle. Poi ho comprato il germogliatore: i germogli di lenticchie sono quasi pronti e non vedo l'ora di assaggiarli. Ho meditato molto su questa scelta, perché avevo paura di far fatica a produrli, di dimenticarmi di bagnarli.. invece è talmente semplice e devo dire che da' anche una discreta soddisfazione. E poi con il tartarughino spesso non riesco a prepararmi della verdura per pranzo, e così bastano un po' di germogli freschi per avere subito le vitamine e i nutrienti necessari.
Stamattina ho fatto il pane completamente a mano: normalmente mi è sempre venuto un sasso, ma oggi mi sono impuntata e ho impastato per quasi mezz'ora (ho avuto qualche interruzione tartarughesca) distruggendomi i polsi.. ora è lì, sotto il plaid di pile, e non oso andare a vedere se stia lievitando per paura che si sgonfi tutto.
Avrei voluto fare anche i biscotti ma ho dovuto rimandare, che il pupo non era molto d'accordo, intanto però mi sono sbafata i dolcini di cioccolato e quinoa con il malto che avevo fatto la scorsa settimana :)
Per finire... mi sa proprio che prima o poi farò l'investimento di comprare il mulino! :)

venerdì 9 luglio 2010

Eco-aggiornamenti

Un post di eco aggiornamenti.. sperando che la mente rimanga abbastanza lucida da permettermi di scriverlo (oggi mi manca parecchio il respiro e quando è così sono ancora più arterio del del solito)..
Alors:

- detersivo piatti autoprodotto: 'na bufala. Ha funzionato decentemente per i primi due giorni, poi la roba non veniva più pulita e rimaneva una patina su tutto.. terrificante (n.b. non sono affatto una maniaca del pulito). Qualcuno mi ha detto che lo trovava efficacissimo, ma lo usava in lavastoviglie, e secondo me in questo caso è già probabilmente molto forte l'azione sgrassante e pulente dell'acqua, che quindi non si vede la differenza. Decisamente BOCCIATO.

- spugnette piatti autoprodotte: ecco, queste invece sono state un'ottima idea! Innanzitutto devo premettere che ho cambiato il modello perché il primo era scomodo e poco funzionale: ora sono fatte da due quadrati di maglia cucite insieme da un doppio giro di zigzag. Stop. Semplicissimo. Ne ho fatte due o tre per cambiarle ogni qualche giorno (così, le sbatto in lavatrice insieme al bucato e poi asciugano per bene) e sono spettacolari con il teflon perché sono molto più efficaci delle spugne normali e non graffiano per nulla. Ho provato a fare delle pezzettine anche per il bagno, ma ora per quest'uso le ho fatte con la spugna degli asciugamani vecchi, che è più adatta. Ovviamente per il bagno il prodotto è "usa e lava": si usa una volta e poi si sbatte subito in lavatrice. Insomma, dopo qualche mese di utilizzo sono del tutto entusiasta delle mie spugnette.. PROMOSSE a pieni voti.

- pellicole per alimenti & co.: premetto che la pellicola la uso il meno possibile, perché mi da' proprio fastidio usare della plastica che poi butto subito via.. Però tipo per coprire l'anguria la uso per forza.. e allora la lavo! Già, proprio così, la butto nell'acqua saponata dei piatti, la sciacquo e la stendo sullo scolapiatti.. certo non ha durata eterna, ma almeno riesco a riutilizzarla per un po' di volte. E per coprire le terrine ho trovato delle specie di gommine in silicone trasparente, robuste e riutizzabili :)

- sacchetti per la verdura del supermercato: premetto che ho letto questa idea su qualche blog (ora non mi ricordo bene quale, sorry) e non è una mia idea.. riutilizzo anche anche quelli: quando torno da fare la spesa li svuoto, li metto ad asciugare e me li porto dietro alla spesa seguente (li porto dentro le sporte di stoffa che uso per il resto), così li ri-riempio e ci appiccico sopra la nuova etichetta.. anche qui l'uso non è infinito, ma comunque è già un bello spreco in meno! :)

Spero di avervi dato qualche buon suggerimento!
Ora vado a boccheggiare altrove ;)

giovedì 22 aprile 2010

Earth Day project: la riciclispugna

All'ultimo arrivo anch'io: per la Giornata mondiale della Terra ho voluto fare un esperimento e fare.. una spugna!
Sono stufa delle spugnette per i piatti che durano due mesi e poi vanno a finire nell'indifferenziato (le prendo in cellulosa, ma il discorso non è poi così diverso), per cui da un po' di giorni stavo meditando su come fare una spugna che duri nel tempo. Allora ho pensato ad un materiale non troppo morbido e il pensiero è andato ai maglioni infeltriti a cui devo trovare nuova vita (e non mi mancano, visto che per l'allergia devo lavare tutto a 60°).. però non era abbastanza ruvido per sostituire la parte verde "grattarola", ma poi ho recuperato del tulle piuttosto grezzo, rimasuglio di chissà quale bomboniera.
Così, ho tagliato una manica dal maglione, piegato, assemblato..
Ho sfruttato il "fattore manica" per avere la possibilità di usare la spugna anche infilandoci la mano.
E alla fin della serata ecco il risultato :)




martedì 20 aprile 2010

autoproduzione detersivo per piatti

Questa sera mi sono lanciata: ho finalmente provato a fare il detersivo per piatti!
La ricetta l'ho trovata su "blogeko.it"(su segnalazione di Erbaviola -grazie! :)- la ricetta originariamente è tratta dal libro "Detersivi Bioallegri" http://biodetersivi.altervista.org/homepage.htm), ma ho dimezzato le dosi perché non avevo abbastanza limoni :)
Ora la riporto nelle dosi che ho utilizzato:

Ingredienti: un limone e mezzo (meglio se bio), 200 ml di acqua, 100 grammi di sale e 50 ml di aceto bianco.

- tagliare a rondelle o a pezzetti i limoni, privandoli dei semi

- frullarli compresi di scorza

- mettere il composto in una pentola con l'acqua, il sale e l'aceto

- portare ad ebollizione mescolando

- far bollire per 10 minuti

- frullare nuovamente il composto per renderlo omogeneo


Per la conservazione si può mettere in un barattolo di vetro (io ne ho usati due di quelli piccolini per le marmellate).


Ho lavato le stoviglie che ho usato (ovviamente con sola acqua, il detersivo era nella pentola!) e sono venute lucidissime!! :)))



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