venerdì 22 luglio 2011

11 mesi

Questo è il compimese che in assoluto mi fa più effetto: tra un mese avrai un anno, che è volato via così in fretta!! Sembra ieri che eri piccolino sulla mia pancia e, mentre guardavo gli altri bimbi più grandini, pensavo "pensa quando sarà grande come loro" e non riuscivo a figurarmelo, tanto mi sembrava distante.
Questo è stato un mese faticoso per la nostra famiglia: la tensione per l'intervento di papo, il suo ricovero, la trasferta, lo stare in posti non adatti a te, io poco presente e sempre troppo stanca. Ti ho ringraziato e lo faccio nuovamente per quanto mi hai aiutata, perché ti sei adattato tantissimo nei giorni di ospedale e hai "tenuto botta" (grazie anche all'aiuto della nonna Marina, che è stata indispensabile!).
Sei anche cresciuto tanto e hai iniziato a relazionarti col mondo con i primi esperimenti di comunicazione: "ciao" con la manina, "no" col ditino..
Scusami per la stanchezza, per la poca pazienza, per la distrazione di questo periodo, che hanno ben contribuito ad aumentare la tua angoscia da separazione, rendendoti l'addormentamento a volte così turbato (e scusa anche per averci messo così tanto a capire quale fosse il problema!), ma pian piano andrà sempre meglio: papo si sta riprendendo e io inizio a riposarmi un poco, vedrai che tra un po' saremo in formissima e potremo starti vicino meglio, dopo averti chiesto così tanto..
In questi giorni ti guardo e ogni volta è stupore nel vederti... mi incanti!
Buon undicesimo compimese piccolo nostro: ti amiamo infinitamente!!!


domenica 10 luglio 2011

ci sono momenti faticosi..

Ci sono momenti faticosi, in cui tocchi i tuoi limiti in una maniera così concreta tale da percepirne quasi forma e spessore, che potresti quasi disegnarli.
Momenti in cui non ci sei mai abbastanza, in cui non ti dai nemmeno la sufficienza.
Per tuo marito, prima in ospedale e ora a casa, che non riesci a sostenere come vorresti e che si vede continuamente menomata la tua presenza, fisica e mentale.
Per tuo figlio, in un'età in cui è ancora difficile spiegare gli eventi (ma tu ci provi lo stesso), a cui chiedi tanto, che si trova un po' sballottato, in ambienti e situazioni a lui poco consoni, con una mamma con poco spazio mentale e molto più nervosa del solito.
Momenti di paura per l'intervento, che qualcosa vada storto; momenti di preoccupazione, per l'inappetenza di tuo figlio prima e per la dieta di tuo marito dopo; momenti di tensione: con i medici, con le infermiere, con i parenti; momenti in cui ti assalgono i sensi di colpa e ti lasciano senza fiato; momenti di inconvenienti che contribuiscono ad appesantire le giornate; momenti in cui sbrodoli tutto, pesantemente, e dopo una discussione col medico ti metti a piangere proprio davanti a tuo marito appena operato.
D'altro canto il bagaglio esperienzale si arricchisce: imparare ad accettare che si sta facendo il meglio che si può (anche se questo è molto lontano dal minimo sindacale), imparare a contrattare (anche se per necessità, non per piacere del confronto).
Sono periodi impegnativi, ma pervasi dalla certezza che pian piano cedono il passo a giornate meno tese e più serene, in cui cerco con molta fatica di non darmi troppo addosso e di recuperare almeno un po' di presenza mentale da regalare ai miei due amori.