Normalmente non riesco a stare dietro a queste iniziative (come quella di Nati per Delinquere del mercoledì "al cinema"), non perché non le gradisca, anzi, ma semplicemente per pigrizia ed incostanza. Ma questa volta partecipo anch'io (anche se potrebbe essere l'unica volta), perché questo libro dovrebbero leggerlo tutti/e. Perché se la scuola avesse ancora un minimo di valenza educativa dovrebbero renderlo obbligatorio (altro che "Promessi sposi"). Ma sappiamo bene che l'abitudine a pensare non è negli interessi di nessuno, e quindi mi limito a scriverne, almeno quello.
Il libro in questione è "Se niente importa", di Jonathan Safran Foer (l'autore di "Ogni cosa è illuminata", per intenderci); sottotitolo "Perché mangiamo gli animali?"
Ho iniziato a leggerlo ieri sera e oggi pomeriggio l'ho finito. Un bel libro che ha come tema il cibo, il cosa significhi mangiare carne, affrontato da tanti punti di vista (sociale, etico..).
Questo libro mi è piaciuto innanzitutto e soprattutto per l'approccio poco vegetariano, nel senso che non è uno scritto teso a dimostrare l'importanza di una scelta vegetariana, ma che cerca di informare, semplicemente, di creare consapevolezza, poi ognuno farà la scelta che ritiene giusta, come è giusto che sia.
Leggere questo libro mi fa riflettere sul grado di inconsapevolezza che regna in ogni gesto, scelta, abitudine che facciamo nella nostra vita. E sulla necessità di informarsi e di sapere. Sempre. E sulla realtà triste che invece incontro quotidianamente, anche nelle persone che mi sono più vicine, della comodità del non domandarsi, non chiedersi niente, andare avanti così, per forza di inerzia e di abitudine. E l'importanza invece di una scelta consapevole, di una vita consapevole. Non importa tanto ciò che fai o scegli, ma il fatto che tu lo faccia a ragion veduta, per quanto possibile, anche se è ovviamente più faticoso. Ma che senso ha vivere se non ci si chiede nemmeno il perché delle cose, se si fa in continuazione finta di non vedere, non sentire, non sapere?
Questo "domandarsi" è ciò che i miei genitori hanno desiderato per me, ed è ciò che di più prezioso vorrei regalare a mio figlio. Perché "se niente importa, non c'è niente da salvare".