giovedì 17 novembre 2011

dell'esser madre, dell'esser donna

Mi capita di leggere -spesso ahimè su mommy blogs- post sull'"essere donna" quando si è madri. 
Trovo oltremodo triste il modo in cui l'argomento viene trattato per due semplici motivi: il primo è che l'essere madre fa parte dell'esser donna (mi spieghino come si fa ad esser madri senza esser donne), il secondo è in relazione all'immagine tremendamente stereotipata che passa della femminilità.
Per esser donna e stare bene con sé stesse bisogna truccarsi, mettersi il tacco 12, andare dal parrucchiere, interessarsi di quello che va di moda (dicendo poi che ognuna si veste a modo suo, poi sono tutte vestite uguali), andare agli aperitivi, uscire da sole con le amiche, andare dall'estetista e -soprattutto- dimagrire. Fatto tutto questo sarai felice ed appagata. E' tutto un fiorire di blog e siti in cui si propinano le stesse cose, tra l'altro spesso finendo col pubblicizzare prodotti vari (ma che novità).
Allora diciamolo che non è così: per essere donna, per stare bene con te stessa, per far sì che il tuo rapporto di coppia duri (eh sì, si va a parare anche su questo, che l'immagine dell'uomo non è mica migliore, visto che sembra che si facciano tirare da qualsiasi pizzo o merletto che gli passa sotto il naso) tutta questa roba non serve.
Per essere donna e per star bene con te stessa devi riflettere su di te, devi trovare il tuo equilibrio psichico, devi imparare ad amarti e capire che sei bella e unica così come sei. Devi imparare ad essere orgogliosa della tua pancetta (perché è il segno che ti porti addosso della tua gravidanza), delle rughe (il segno della tua esperienza di vita), dei tuoi capelli arruffati la mattina, delle occhiaie di stanchezza per i sonni interrotti dalle poppate. Devi prenderti cura dell'interno di te anche materialmente: mangiando bene, fruendo di svaghi intelligenti e utili alla tua crescita, soprattutto vivendo una vita che risponda ai propri desideri. E nulla di estetico può fare questo.
E per far durare il proprio rapporto di coppia serve amarsi, avere sempre un occhio di riguardo, fare attenzione, comunicare, essere consapevoli che anche la coppia ha una vita che si evolve a seconda delle condizioni che vive. Non serve il trucco, non serve la giarrettiera.. ma davvero crediamo che gli uomini siano così stupidi? E davvero crediamo che l'amore sia questa pochezza?
sinceramente sono abbastanza stufa di sentire giudizi sulle madri: a me non me ne frega niente di fare la figa sui tacchi e andare agli aperitivi col mio bimbi nell'ultimo modello di passeggino e -sinceramente- mi sento molto più mamma e molto più donna ad anteporre le esigenze di mio figlio piccolo alle mie, a dedicarmi alla sua cura e nel trovare in questo ruolo familiare un grande e nuovo e pieno significato della femminilità. E mio marito non ha smesso di essere attratto da me perché allatto, o perché la mia pelle è rilassata, o perché ho qualche capello bianco, o perché non mi vesto da sfilata, anzi, sento il suo amore ancora più vivo e vicino, forse perché io per prima sono più viva e vera. 
Smettiamola di credere che la felicità si raggiunga spendendo denari, assomigliando a qualcuno o uniformandosi: ogni ebbrezza derivata da questo tipo di atteggiamento è illusoria, non fa che aumentare la nostra voragine interiore. Il lavoro che dobbiamo fare è proprio l'opposto: selezioniamo, spogliamoci di quanto possiamo (in senso prima di tutto mentale) e andiamo all'essenziale. E' dura fare i conti con le nostre insicurezze, le nostre paure, i nostri vuoti d'animo, ma non sono cose che si risolvono con un po' di trucco o la perdita di un paio di kg. 
Guardiamoci in faccia, la nostra bella bellissima faccia e riprendiamoci la vita in mano.. e possibilmente anche la testa.



16 commenti:

  1. Sai che c'è? E' che le mamme tacco 12, aperitivo alle 5, estetista e tailleur superfirmato non mi piacciono. Non perchè ci sia qualcosa di male nei suddetti, ma perchè tutte le volte che parlano/scrivono, il 'e tu spettinata-scarpa bassa-mamma a tempo pieno sei una sfigata' riverbera tra le righe. L'essere mamme ed esserne felici senza aver bisogno di orpelli per definirsi non è contemplato.

    Le mie tacco 12 per ora restano nella loro scatola.

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  2. Brava, bravissima. Questo post andrebbe stampato e distribuito ad ogni donna, di ogni età, mamma e non. Io non sono madre, ma trovo davvero vera e profonda la tua riflessione, e la condivido al 100%. Grazie!

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  3. Bellissimo post. Nemmeno io sono ancora madre, ma condivido in pieno le tue riflessioni. Che gioia vedere che, in una società fatta troppo spesso di persone per cui l'apparire è il valore fondamentale, c'è ancora qualcuno che vive la propria vita naturalmente e semplicemente.E soprattutto che lavora e investe energie su ciò che realmente è importante, il proprio essere.

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  4. Bellissimo post, condivido al 100% quello che hai scritto, io le scarpe con il tacco manco li ho....sinceramente ho un paio per la primavera estate e uno per l'inverno e devo dire che mi sento proprio bene ad essere come sono, anzi come sono diventata!!!
    È sempre piacevole e interessante leggerti, a presto.
    Marta

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  5. Mia cara Silvia...Credo che tutto dipenda dalla volontà di "crescere" e maturare nella propria completezza: c'è chi sceglie (inconsciamente, dico!!!)di maturare solo nel fisico e poi fa di tutto per sentirsi giovane (diciamo pure che "combatte" contro il tempo che passa!) e c'è chi sceglie di "lasciarsi andare alla vita", perchè ha smesso di crescere interiormente... Ma esiste la terza possibilità:essere consapevoli che il tempo che passa ci accresce come donne, come persone, come educatrici di noi stesse e degli altri!!! E' la consapevolezza che fa la differenza...non il tacco 12!!! :)
    Bacioni
    Silvia

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  6. Sibia bellissimo post! quoto tutto, anche se non sono mamma, credo che quello che hai detto sia diretto a tutte le donne!
    Non dobbiamo dimenticarci che non siamo quello che appare davanti allo specchio, ma qualcosa di più profondo che va oltre la nostra pelle.
    Ciao bella Sibia!

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  7. credo che essere donna sia comunque una limitazione, penso che sia molto importante riscoprirsi esseri umani prima di tutto, e ritrovare ciò che veramente ci fa stare bene, eliminando piano piano (non senza introspezioni anche pesanti e difficili) tutto ciò che ci hanno insegnato a far diventare importante per noi mentre invece non lo è, tagliando e limando il contorno e la patina e cercando di capire cosa ci rende splendidi per noi stessi e non per ciò di cui ci circondiamo.
    il condizionamento non è facile da sradicare, soprattutto non lo è per chi non accetta nemmeno di vedere che esiste. sono convinta che piano piano tutti ci possiamo arrivare, ognuno alla propria essenza, ed alla felicità.
    ecco un po' contorto forse ma credo che al di là di tacchi rossetti o capelli al naturale, l'essenza sia da ricercare in queste cose.
    bel post, veramente, grazie di averlo scritto.
    Barbara

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  8. Davvero bel post, condivido tutto quello che hai scritto. Ultimamente, parlando con altre future mamme al corso di piscina, mi sto rendendo conto come anche i medici facciano di tutto per supportare questo stereotipo. Quasi tutte le mamme che sto incontrando sono state terrorizzate dal proprio ginecologo, perché prendere anche solo un kg in più rispetto ai 10 prescritti sembra gravissimo, non per problemi di salute ma perché poi non te lo togli più di dosso. E in gravidanza non è facile pensare "e chissenefrega". E' triste, davvero.

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  9. Ciao Sibia, e grazie tante per essere diventata lettrice abituale del mio blog (ne sono davvero lusingata! Fino a qualche mese fa non lo aggiornavo mai e quindi la novità che lo vogliano leggere altri mi lascia ancora un pò spiazzata).

    Ovviamente condivido ogni parola che hai scritto, anche perché dopo la nascita del mio primogenito, il 2 febbraio 2008, ho sofferto una depressione post parto piuttosto grave e le pressioni che vengono messe sulle donne appena diventate mamme per conformarsi a un vacuo ideale (di fondo sempre profondamente sessista), mi avrebbero uccisa. Intendo, mi avrebbero uccisa se non mi fossi isolata e protetta da simili aspettative, visto che avevo cosa molto più gravi di cui preoccuparmi.

    Poi quando sono rimasta incinta di mia figlia, nata il 15 ottobre 2009, ho deciso di "redimere" ciò che era andato storto col primo, e tra l’altro ho anche partorito in casa con due stupende ostetriche, una delle esperienze più meravigliose della mia vita.

    Diventare madri è una delle più grandi rivoluzioni della vita di una donna e nessun suggerimento idiota che riguarda diete, vestiti o prodotti estetici più nemmeno lontanamente scalfire la portata del lavoro interiore che si deve fare per adattarsi a diventarlo veramente, con ogni fibra della propria psiche.

    Una splendida serata a te!

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  10. Io credo che ci voglia consapevolezza, e andare contro certi modelli non è semplice...
    Io ogni tanto dalla parrucchiera ci vado, e pure dall'estetista, ma non sono cose fondamentali nella mia vita!

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  11. grazie tantissime per i vostri contributi preziosi!!!

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  12. Torno dopo un bel pò di tempo a fare visita al tuo blog e leggo questo interessante post!
    Non posso essere più d'accordo!
    Sono sempre stata una tutaiola, e ora lo sono come prima.
    Mi fanno sorridere le infighettate alla moda con tutto il corredo alla moda, col tacco, tacchetto, classe A e unghie sempre in ordine!
    qui dove vivo io è incredibile, le neo mamme hanno tutte la classe A e sono tutte infighettate.
    Perchè conciarsi così?
    Il fatto è che non si è più quelle di prima, dopo la nascita di un figlio siamo tutte diverse.
    Perchè cercare la felicità dietro a questi banalismi?
    secondo voi queste mamme stanno meglio dopo?
    per me no..
    dobbiamo essere noi stesse, concordo con Sibia, noi siamo la nostra storia e dobbiamo esserne fiere senza nasconderci dietro false apparenze!

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  13. fantastica............io son unpo' frikkettona da sempre mai portato tacchi 12-15 mi metto sandali in estate e bei stivali pelucchioni d'inverno.....reggiseni 100volte lavati e intimi da farmacia ma sto con mio marito da10anni e credo che l'importanza delle cose sian ben altre.

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