mercoledì 10 novembre 2010

dell'assenza di pensiero.



No, perché a me certe cose fanno proprio arrabbiare. Forse solo perché non sono in grado di capirle, per quanto mi ci sforzi.
Siamo esseri dotati di un cervello, anche piuttosto grande, direi. Quest'organo servirebbe a pensare e a riflettere, ovvero porsi domande e ricercare, fare connessioni, parlare, interfacciarsi, ..., per arrivare a darsi delle risposte.
Ma spesso mi guardo intorno e vedo che le cose non vanno in questa maniera: si vive di risposte, e sia annegano le domande; ormai non ce le si fa neanche più, le domande.
E io rimango allibita a veder la tizia che butta tutto nell'indifferenziato, senza pensare a dove andrà a finire quel sacchetto e al fatto che le discariche si saturano e bisogna aprirne di nuove; il caio che rimane con l'auto accesa davanti a scuola del figlio, figlio che quindi contribuisce ad avvelenare (per poi arrabbiarsi -ovviamente- quando c'è qualcun altro a fare come lui); la tizia che si commuove davanti ai filmati dei bambini africani e poi acquista prodotti delle multinazionali che contribuiscono alla loro morte; il tizio che butta i pacchetti di sigarette dalla macchina, per poi lamentarsi di quelli che non raccolgono le cacche dei cani...
E quanti altri esempi si potrebbero fare di questo continuo globale valzer dell'inconsapevolezza.
Ma io non sono come la legge: ammetto l'ignoranza e ancor di più il compromesso (non credo sia oggettivamente possibile vivere perfettamente), ma non capisco questo desideri spasmodico di non sapere, non vedere.
Ora mi chiedo: che senso ha vivere se non ti chiedi nemmeno il senso delle tue azioni? Diventa un passaggio sotto anestesia.. è forse vivere questo? E' felicità quella che campa sull'ottundimento mentale?
La cosa poi che trovo più paradossale è che quando informi e tenti di scoprire un po' il meccanismo, beh, allora sei un'estremista, una persona che non rispetta gli altri.. perché è oltremodo scomodo che qualcuno ti faccia notare che fai finta di vivere.
E invece io sono un essere umano, e , in quanto tale, mi domando.
Pillola rossa o pillola blu?


18 commenti:

  1. Lo posso condividere su FB?
    E' una riflessione davvero stupenda...

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  2. Sono veramente d'accordo con te... è incredibile, oggi pensavo proprio queste stesse cose, un po' sconsolata, perché mi sembra, ogni tanto, di annaspare tra tutto quello che vorrei e che vorrei che cambiasse e la realtà delle cose, così orrendamente feroce...

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  3. già.. buono spunto di riflessione, grazie!

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  4. Conosci Cristina Gabetti e il suo libro "Tentativi di Ecocondotta"? Lo trovi qui: http://www.cristinagabetti.com/
    Parla esattamente di quello che dici: non ci fermiamo a riflettere su quel che facciamo.

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  5. Quanto condivido quello che hai detto!!!

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  6. è proprio così: giudicare gli altri senza fare un minimo di autocoscienza....che squallore!!!!

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  7. Grazie a voi.. è bello non sentirsi soli, ogni tanto, in questi frangenti.
    @Rocciajubba: vado subito a vedere, grazie!

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  8. http://museoluna.blogspot.com
    http://moon-museum.blogspot.com

    museoluna@gmail.com

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  9. Buono spunto di riflessione, ieri parlavo di un argomento simile con il mio fidanzato, riguardo a questo stato che va a rotoli...l'unica risposta che ho trovato io per me, per la mia vita, é fare il meglio che posso IO ogni giorno.Ad esempio a scuola dove lavoro le bidelle non puliscono, sono sgarbate etc...nel reparto di ospedale dova lavora il mio fidanzato hanno tagliato i fondi...l'unica risposta per me é fare io il mio meglio ed impegnarmi ogni giorno, senza stare a guardare troppo se gli altri attorno a me lo fanno o se ne fregano!un abbraccio

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  10. Ciau!
    E' possibile che dopo Natale ci sia un altro incontro sui ferri circolari, ti va di scrivermi a coccoledirugiada[at]gmail[dot]com? Scusa ma non riuscivo a visualizzare il tuo indirizzo mail sul tuo profilo, quindi ho pensato di scrivere nei commneti...

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  11. C'è l'illusione che non vedendo, non sapendo, le cose non ti toccheranno mai. Non ti riguarderanno, non dovrai mai prenderti la responsabilità di ciò che fai. La nostra è una cultura sociale infantile, un atteggiamento mentale da bambini che si nascondono dietro il dito, per non dire che hanno mangiato una caramella.

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  12. Allora non siamo gli unci a pensare a queste cose! Ma quanti le pensano e poi continuano a fare come tutti gli altri?!

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  13. Probabilmente nel criticare gli altri riescono a sovrastare per un attimo la vocina interiore che gli urla "cretino, cretino!" :)

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  14. Bella roba!!! Prendere in giro noi stessi è il motivo per il quale la società è arrivata ad essere quello che è oggi... Una farsa!!!
    Alessandro (ovvero l'anonimo di sopra)

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  15. guarda, noi abitiamo in una palazzina di nove famiglie. Qui si userebbe la raccolta differenziata. Dico userebbe perché quando noi portiamo i nostri sacchi per farli raccogliere... sono i soli. Io mi chiedo: se io mediamente riempio tre sacchi di materbi, un sacchetto di plastica, raccolgo un paio di bottiglie/barattoli di vetro (che generalmente tengo per riutilizzi), due sacchi per il secco... gli altri cosa fanno??? L'abbiamo scoperto.
    Siccome nella nostra palazzina per risparmiare non hanno acquistato i cassoni condominiali per le raccolte differenziate, perché poi qualcuno li deve pulire, e portare in strada la sera prima, ovviamente è disdicevole farlo da sé a turno, allora la gente invece che comprarsi dei bidoncini da tenere sul balcone (come facciamo noi), ogni giorno porta il proprio sacchetto pieno di tutto nei cestini per l'immondizia pubblici.
    E per il resto... io abito a circa 400 m (scarsi) dall'asilo. Vado a piedi, ovviamente. TUTTI ma proprio tutti mi chiedono: ma vai a piedi?!
    Figurati che andavo a piedi anche incinta di otto mesi e la spucci stava nell'altro asilo, a 1300 m...
    Poi però il vicino che butta tutta la monnezza nei cestini, mi fa scrivere dall'amministratore perché tengo il MIO ombrello appoggiato al MIO cancellino, e non devo, perché lui ci passa davanti e gli dà fastidio vederlo. Ovviamente tutto in forma anonima.

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  16. ah, ultima cosa, su twitter, dopo che mi ero lamentata perché la Spucci conosceva la coca cola (e mi domandavo con sconcerto chi avesse fatto bere coca cola a una bimba di 22 mesi), mi è stato risposto: "ma così almeno si sente integrata".
    come se scegliere di non dare porcate ai bambini sia una forma di discriminazione, come se li esponessi tu al pubblico scherno.
    e invece la massa fa le feste di compleanno al macdonald's

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